L’Iran passa la responsabilità ai paesi europei
Come riporta “La Gazzetta del Mezzogiorno“: i Paesi firmatari dell’accordo sul
nucleare iraniano del 2015, in particolare quelli europei, esprimono preoccupazione per la ripresa delle attività da parte di Teheran. Invece dovrebbero “rispettare i loro impegni previsti dall’intesa per riportare questo treno deragliato sui binari”. E’ quanto affermato dall’ambasciatore Kazem Gharibabadi, rappresentante della Repubblica islamica presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Si tratta di un intervento davanti al Consiglio dei governatori dell’Aiea. Gharibabadi ha detto che dopo l’uscita dall’accordo degli Stati Uniti nel 2018 e la reintroduzione di pesanti sanzioni contro l’Iran, “sfortunatamente gli europei non hanno rispettato i loro obblighi”.
Cioè non hanno messo in atto quelle azioni concrete che avrebbero consentito all’Iran di mantenere aperti i canali della cooperazione economica . E degli scambi finanziari con loro. Quindi, chiedere all’Iran di rispettare pienamente i suoi obblighi, sapendo che l’Iran non ha goduto dei legittimi benefici dell’accordo, non rappresenta un approccio ragionevole né pratico”. A partire dal 2019, un anno dopo l’uscita dall’accordo degli Usa e e il varo delle sanzioni americane, l’Iran ha gradualmente superato i limiti alle sue attività nucleari imposti dall’intesa. Ma qualora gli impegni tornassero ad essere rispettati dalle altre parti con la revoca delle sanzioni e il rispetto degli impegni, ha affermato Gharibabadi, “l’Iran è pronto a revocare le sue azioni correttive”.
