A settembre il passaggio all’hd rottama i televisori di 3 milioni di famiglie. Per chi ha un Isee sotto i 20mila euro c’è il bonus tv: ecco come richiederlo

Televisore (Getty Images)
(foto: Getty Images)

Nel 2019 in Italia sono stati rottamate 1 milione di tv a tubo catodico, ma contemporaneamente ci stiamo preparando al passaggio al nuovo standard del digitale terrestre, il Dvb-T2. Questo è lo scenario un po’ schizofrenico rilevato dall’associazione Hd Forum Italia (Hdfi), l’organismo di filiera che riunisce venticinque aziende leader nel settore dell’audiovisivo e delle telecomunicazioni, in un suo incontro sul futuro del settore.

Switch-off

La televisione digitale terrestre rappresenta un servizio di interesse generale che sta per compiere un grande salto tecnologico: dal Dvb-T di prima generazione al Dvb-T2, entro il 2022. Tutto è iniziato il primo gennaio 2020 con il cambio di alcune frequenze e conseguente ri-sintonizzazione da parte degli utenti. Il motivo si deve al fatto che le attuali frequenze a 700 Mhz in uso verranno impiegate per i servizi 5G. Inoltre il nuovo formato consentirà di rendere più efficiente lo spettro a disposizione e introdurre una migliore qualità video, senza contare nuovi servizi a valore aggiunto.

digitale terrestre

Il primo test da fare

Il prossimo appuntamento cruciale è però con il primo settembre 2021, quando verrà abbandonata la codifica mpeg-2 per passare a mpeg-4/h.264. La conseguenza critica è che tutte le tv prive di un decoder Hd (integrato o esterno) non saranno più in grado di vedere i programmi.

Il test più facile che si può fare già adesso è quello di provare a sintonizzarsi con i canali dal 501 in poi, dove sono presenti le versioni hd di Rai, Mediaset e La7. Se fruibili si ha la certezza di non dover effettuare alcun acquisto.

Il secondo test in prospettiva 2022

Dopodiché dal 21 al 30 giugno 2022 avverrà il definitivo switch-off al Dvb-T2/Hevc Main 10, e in questo caso la situazione si complica un po’ perché solo coloro che hanno acquistato un apparecchio dopo il primo gennaio 2017 hanno la (quasi) certezza di essere già compatibili. A partire da quella data infatti è scattato l’obbligo di vendita di prodotti Dvb-T2, ma purtroppo nella fase iniziale non tutti i modelli supportavano anche lo standard di compressione Hevc, che è fondamentale per la fruizione del nuovo formato. Ad ogni modo anche in questo caso è possibile fare un semplice test, provando a sintonizzarsi sui canali 100 e 200.

30 milioni di apparecchi da sostituire

Contavamo nel 2019 circa 30 milioni di apparecchi da sostituire (Dati Ipsos per Auditel, ndr) per la conformità dal Dvb-T2, ma di questi 9 milioni non sono adeguati neanche per la transizione hd del 2021. E stiamo parlando di prime case di 3 milioni di famiglie“, ha dichiarato l’ingegnere Bianca Papini, responsabile regolamentazione media e infrastrutture per Confindustria Radio Televisioni.

Negli ultimi due anni il ritmo di vendita in Italia è passato da 190mila pezzi al mese a 90mila pezzi al mese, ma spesso non vanno a sostituire quelli più vecchi. “C’è uno zoccolo duro che mantiene il proprio vecchio televisore, anche a tubo catodico con decoder Dvb-T di prima generazione. Considerati i numeri bisognerebbe quindi avere un volume di vendite nettamente superiore“, ha sottolineato Papini.

Per garantire al sistema di avere una transizione armonica nel digitale terrestre sarà fondamentale avere dati precisi sullo scenario, anche perché il tasso di sostituzione è crollato. Le soluzioni in campo, secondo Papini, sono le campagne di sensibilizzazione anche per evitare picchi dell’ultimo momento e problemi nella filiera distributiva. Il bonus tv partito a dicembre 2019 è certamente d’aiuto, ma la vera sfida è il parco televisori più vecchi.

A inizio novembre, in sede di Tavolo Tv 4.0, il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico (Mise) Mirella Liuzzi ha annunciato infatti una prossima campagna informativa e la creazione di un sito ad hoc per razionalizzare tutte le informazioni e un contact center. Non ha escluso per il futuro anche la possibilità che venga estesa la platea di beneficiari del bonus. D’altronde dai fondi iniziali di 150 milioni di euro, sono stati erogati circa 12,6 milioni di euro (l’8% del totale) a circa 251.907 nuclei famigliari.

digitale terrestre bonus tv
Bonus tv erogati nel tempo (Confindustria)

Per garantire la sostituzione degli apparecchi obsoleti le vendite dovrebbero attestarsi oltre il milione di pezzi al mese e i contributi ad almeno 100.000 unità al mese.

Come funziona il bonus tv

Dal 18 dicembre 2019 e fino al 31 dicembre 2022 le famiglie meno abbienti, con indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 20mila euro, possono fare richiesta di un bonus di circa 50 euro per l’acquisto di una tv o decoder Dvb-T2 Hevc. Da rilevare che per quanto riguarda i decoder si può optare sia per modelli per il digitale terrestre che in alternativa satellitari, come ad esempio tivùsat.

Il bonus verrà erogato sotto forma di sconto praticato dal venditore sul prezzo del prodotto acquistato”, ricorda comunque il Mise: “Per ottenere lo sconto, i cittadini dovranno presentare al venditore una richiesta per acquistare una tv o un decoder beneficiando del bonus. A tal fine dovranno dichiarare di essere residenti in Italia e di appartenere ad un nucleo familiare di fascia Isee che non superi i 20.000 euro e che altri componenti dello stesso nucleo non abbiano già fruito del bonus”. Potete scaricare qui il modulo della domanda in pdf e qui l’informativa sulla privacy. Qui infine si trova la lista dei prodotti idonei.

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