Ad Arezzo un’anziana si riprende grazie ad una finestra sul cortile
Come riporta il “Corriere di Como“: niente cibo e anche le medicine. Gioconda, paziente Covid di 73 anni, dopo 40 giorni di ospedale ad Arezzo, aveva deciso che non valeva più la pena di continuare. E’ stata anche intubata sei giorni e ha portato il casco per la respirazione. Ma il personale sanitario ha deciso di portare il suo letto davanti alla finestra per consentirle di rivedere le due figlie. Adesso l’anziana ha ripreso a curarsi. A raccontare la storia di Gioconda e di quella che è stata ribattezzata la ‘finestra dell’abbraccio’ è la stessa Asl Toscana sud est. La donna “rifiutava il cibo e le medicine, si strappava gli aghi – spiega Danilo Tacconi, direttore di malattie infettive.
L’intuizione del medico
Dal punto di vista medico stava meglio ma non potevamo curarla se lei rifiutava tutto. Abbiamo quindi alzato il telefono e abbiamo parlato con una delle due figlie. Le abbiamo raccontato cosa stava accadendo e proposto di vedere sua madre. Non entrando ovviamente in degenza Covid ma attraverso i vetri della finestra. Il nostro reparto è a piano terra e potevamo avvicinare il letto alla finestra. Lo abbiamo fatto. Adesso la signora Gioconda ha accettato di riprendere a mangiare e a curarsi”. “Non so come ho fatto a non mettermi a piangere quando ho visto la mamma, racconta Manuela, una delle figlie. “Non potevo entrare e quindi parlare con la mamma” aggiunge la donna. Ha raccontato che lei e la sorella Maura le hanno allora scritto su fogli che le vogliono bene. E li hanno accostati al vetro della finestra. Nei suoi occhi hanno visto il dolore e la paura. “Spezza il cuore lasciare sola una persona che si ama quando sta male e rischia di morire, aggiunge. Lo so che non ci sono alternative e io non posso che ringraziare i medici per quello che hanno fatto e stanno continuando a fare. Non solo per la mamma ma anche per noi figlie”.
