Liliana Segre in visita a San Vittore
«Torno spesso a San Vittore perché sono stata in queste celle per 40 giorni quando ero una ragazzina e so cosa significa. Anche se sicuramente le carceri erano molto diverse da oggi. Sempre per questo motivo mi sto battendo tanto affinché i detenuti vengano vaccinati subito». Liliana Segre lo ha detto a un evento per la Giornata della Memoria organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.
«Quei detenuti», ha spiegato la senatrice a vita, «furono gli unici a farci sentire persone e oggi quel gesto mi obbliga a battermi per coloro che vivono in carcere».
Già nei mesi scorsi la senatrice, sopravvissuta alla Shoah, aveva proposto un piano che indicasse fra le priorità la vaccinazione dei detenuti. E aveva firmato un’interrogazione al premier e al ministro della Giustizia.
I dati all’interno dell’interrogazione riportavano 1023 persone contagiate fra la popolazione carceraria nel dicembre 2020. I senatori firmatari avevano scritto allora: «Appare evidente come il carcere, sia uno dei luoghi con maggiore possibilità di contagio e diffusione anche all’esterno del virus. Nonostante le misure predisposte per il contenimento,».
Nel testo si chiede di inserire i detenuti fra le persone da vaccinare insieme al personale della polizia penitenziaria.
«Viviamo in uno Stato che ha un preciso obbligo di garanzia nei confronti delle persone affidate alla giustizia». Ha riportato VanityFair.it
