Zanshin Tech è una disciplina che propone di applicare al mondo del web i principi delle arti marziali per prevenire il cyberbullismo e la violenza.

the-karate-kid-221165In questo preciso momento qualcuno su internet sta cadendo in una trappola. Potrebbe essere una ragazzina che sta chattando con il suo adescatore, un importante uomo d’affari che sta per rivelare un imbarazzante segreto al suo futuro ricattatore, una donna che ha appena conosciuto il suo stalker o un giovane adolescente che, senza saperlo, sta per finire in un brutto scherzo che potrebbe rivelarsi mortale. Tutto questo è aggressione digitale, un fenomeno in aumento esponenziale eppure ancora troppo spesso sottovalutato, specialmente nelle sue fasi iniziali, quando potrebbe essere contrastato con facilità.

La caratteristica dell’aggressione digitale, infatti, è quella di non essere quasi mai immediatamente palese perché il terreno su cui si svolge impone una fase preliminare di “avvicinamento”. Su internet siamo noi a fornire al nostro aggressore le armi di cui ha bisogno: informazioni personali, confidenze, foto e filmati intimi sono i mezzi con cui verremo attaccati, ma prima che questo avvenga qualcuno dovrà spingerci a rivelarle. Persino nei casi di istigazione al suicidio l’aggressore non avrebbe nulla con cui colpirci se non riuscisse a convincerci ad agire per suo conto nel farci del male.

La fase preliminare dell’aggressione digitale è essa stessa aggressione, ma è sottile e subdola ed occorre averla studiata per essere in grado di riconoscerne i campanelli d’allarme e sapere come agire per interromperla prima che evolva in qualcosa di più grave.

Oggi, in un mondo in cui apparentemente non esistono soluzioni preventive al conflitto digitale e in cui la maggior parte degli interventi si concentra sulla riduzione del danno e sulla punizione dei colpevoli, una possibile risposta ci arriva dal passato, da quella scienza che, da sempre, si dedica proprio a questo: a preparare le persone ad evitare il conflitto quando possibile e a concluderlo rapidamente quando necessario. Parliamo delle arti marziali.

L’insegnamento delle arti marziali

Le arti marziali tradizionali, in particolare quelle orientali, utilizzano da secoli un sistema di insegnamento che non si limita a fornire semplice conoscenza, ma formando il carattere degli individui genera coscienza ed educa al rispetto del prossimo, perché insegnare a combattere senza educare all’etica crea pazzi sanguinari, non nobili guerrieri. Oggi questo insegnamento può essere la chiave per formare una nuova generazione di persone in grado di padroneggiare la tecnologia, fermare le aggressioni sul nascere e vivere serenamente e nel rispetto degli altri su Internet come nel mondo fisico.

Con questo scopo dal 2015 è nato lo Zanshin Tech, la prima arte marziale dedicata allo studio del conflitto digitale, che fonde i metodi e i valori delle arti marziali tradizionali con moderne conoscenze di cybersecurity awareness, privacy, open source intelligence e sicurezza informatica.

Nello Zanshin Tech l’aggressione digitale viene scomposta in singole tecniche di attacco facilmente riconoscibili. Lo scopo del guerriero, infatti, deve essere quello di fermare l’attacco applicando la giusta controtecnica, esattamente come accade nel conflitto fisico, mantenendo però sempre il giusto stato mentale, chiamato in giapponese Zanshin, ovvero la mente nel “qui e ora”, cosciente di tutto ciò che accade ma serena ed equilibrata, senza traccia di rabbia o di paura. Senza Zanshin ogni conoscenza tecnica sarebbe inutile: nel momento dell’attacco dimenticheremmo tutto ciò che abbiamo imparato, agiremmo in preda ai nostri istinti e non saremmo efficaci.

Le regole

Per giungere a tutto questo è necessario prima di tutto un percorso di crescita personale ed è qui che il metodo di insegnamento tradizionale mostra tutta la sua forza, attraverso la disciplina, le regole, la ripetizione e il rapporto maestro-allievo.

Disciplina e regole ci aiutano a definire chi siamo e forgiano l’autocontrollo. Ogni praticante di Zanshin Tech conosce e rispetta le cinque regole del dojo:

  1. Non attaccare: non usare ciò che si impara per attaccare o fare del male;

  2. Rispetto: portare rispetto a tutti, compreso se stessi e il proprio aggressore;

  3. Ciò che si dice nel dojo resta nel dojo: essere leali e mantenere riservate le confidenze che qualcuno potrebbe voler condividere con noi durante la pratica;

  4. Tre lati, una fortezza: andare in soccorso di chi ha bisogno, cercare aiuto quando necessario;

  5. Si lascia il dojo come lo si è trovato; riportare ordine e armonia al termine di una attività, sia fuori che dentro di sé.

La ripetizione è lo strumento con cui possiamo cambiare noi stessi: esercitandoci a riconoscere le tecniche di attacco diventiamo ogni giorno più sensibili a ogni piccolo indizio e pronti ad agire, praticando le tecniche di difesa aumentiamo la sicurezza nelle nostre capacità e l’efficacia delle nostre azioni, ripetendo costantemente esercizi di analisi e di indagine rendiamo la nostra mente come uno specchio limpido, in grado di riflettere immediatamente ogni cosa.

Il rapporto maestro-allievo infine, è ciò che permette a ciascuno di ricevere esattamente ciò di cui ha bisogno: I shin den shin, “da cuore a cuore”, ogni insegnante si mette a disposizione dei propri allievi e delle proprie allieve fornendo un percorso unico per ognuno e aiutando ogni praticante a sconfiggere le proprie paure, a comprendere chi vuole essere e a trovare la forza per realizzare i propri obiettivi nel rispetto degli altri. Può sorprendere, ma l’arte marziale può essere molto efficace anche sui bulli proprio perché spesso alla base di un comportamento aggressivo vi è una grande insoddisfazione e la paura di non essere in grado di riuscire.

Oltre a tutto questo occorre poi studiare la tecnologia, capire come mettere in sicurezza il proprio io digitale, imparare a svolgere rapidamente indagini online per identificare un aggressore, sapere come raccogliere le prove per una denuncia/querela e molto altro. Ma prima di tutto è necessario far propri due concetti fondamentali: il digitale è reale, non virtuale, e un problema online va trattato come reale perché potrebbe avere conseguenze gravissime; nessuno è vittima finché non si arrende al proprio aggressore: possiamo essere dei bersagli, ma mai delle vittime. Lo Zanshin Tech è adatto a tutti, ragazze e ragazzi, giovani e adulti dagli 11 anni in su e il numero sempre crescente di aggressioni fermate in piena autonomia dai guerrieri digitali testimonia l’efficacia di questo metodo di insegnamento, sia nel difendere se stessi che nel vigilare e aiutare amici e compagni meno esperti.

Chi fosse interessato può trovare l’elenco dei dojo su zanshintech.it ( email contatti@zanshintech.it).

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