La telemedicina riscrive i processi di erogazione delle cure ma anche i rapporti tra gli attori del sistema, come dimostra la piattaforma tecnologica pensata per il settore pubblico

Integrare i propri ambulatori, specialistici o di medicina generale, con le possibilità di un virtual hospital: una possibilità alla portata delle strutture pubbliche, che vorranno puntare sul modello di telemedicina di Cod20, la piattaforma dell’Università degli Studi di Milano progettata con il partner tecnologico Link Up.
Come annunciato dallo stesso ateneo a inizio febbraio, il progetto di ospedale virtuale, e quindi la proposizione ad altri player, sta avanzando, anche a seguito dell’acquisizione della piattaforma tecnologica da parte di UniMi (sarà completata entro marzo, ndr); è destinato quindi ad aumentare il numero delle realtà pubbliche che potranno servirsi, gratuitamente, di Cod20, già in uso ad esempio presso l’Asst Fatebenefratelli Sacco, Asst della Valtellina e dell’Alto Lario. L’acronimo sta per Cure Ospedaliere Domiciliari ed è una clinical collaboration platform che permette agli operatori sanitari di erogare ai pazienti prestazioni da remoto, quindi televisite/telemonitoraggi/teleconsulti, con ricadute importanti su tempistiche, organizzazione e accesso alle cure, soprattutto in una stagione complicata come quella attuale. In digitale sono quindi gli atti medici ma anche le ricette emesse con le prescrizioni dello specialista e i referti, che possono essere consultati nel dossier medicale creato dal paziente o nel fascicolo sanitario elettronico. Niente app o registrazioni su portale; il sistema è accessibile via browser su qualsiasi dispositivo. Lo specialista può, in seguito alle valutazioni effettuate, stabilire una visita dal vivo in caso di bisogno.
Il modello nasce in ambito accademico, evoluzione di una precedente versione del Centro operativo dismessi (Cod19) promosso nel marzo del 2020 da Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale di Milano. Entrambe (Cod19 e Cod 20) sono state customizzate e disegnate per Unimi da Link Up, specializzata nel serverless cloud-native software development (e serverless a microservizi di Aws è l’architettura di computing della piattaforma multi-tentant) e nel design di soluzioni di data analytics e Ai La virtualizzazione delle prestazioni, anche quelle offerte in ambito ospedaliero, sarà sempre più decisiva, anche a pandemia finita, per ripensare nel complesso la sanità dei territori e quindi il coordinamento dei diversi attori coinvolti (medici e pediatri di famiglia, specialisti, ospedali, consultori).
La sinergia tra università, aziende socio-sanitarie territoriali e impresa innovativa del territorio (Link Up) ha quindi portato alla realizzazione di un modello di telemedicina, Cod20, che punta a poter diventare fattore di unificazione per il settore pubblico che si affida alla risorsa digitale per la gestione dei rapporti medico/strutture/paziente; il progetto, di cui l’Università degli studi di Milano è capofila, è stato finanziato anche con i fondi del bando “Covid-19, insieme per la ricerca di tutti”, iniziativa della regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Fondazione Veronesi, per sostenere l’open innovation sul territorio, e quindi i partnariati, al fine di individuare soluzioni da spendere nella lotta al contagio, nell’ambito della ricerca fondamentale ma anche di quella industriale e di sviluppo sperimentale.
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