
(ANSA-AFP) – BUENOS AIRES, 14 MAR – Decine di manifestanti
hanno duramente contestato il presidente dell’Argentina Alberto
Fernandez durante una visita in Patagonia, in un’area devastata
dagli incendi boschivi. I partecipanti alla protesta hanno
espresso la loro rabbia per gli incendi dolosi e contro i
progetti minerari che interessano la provincia di Chubut
prendendo a calci il minibus su cui viaggiava il presidente,
rimasto illeso, e lanciando anche pietre contro il veicolo.
L’assalto è avvenuto mentre Fernandez stava partendo da un
centro sociale nella città di Lago Puelo, nella Patagonia
meridionale. Il presidente ha dovuto rifugiarsi dietro un ‘muro’
di simpatizzanti mentre una folla di manifestanti spingeva verso
di lui e la sua delegazione. Gli oppositori sono riusciti poi,
anche per i pochi agenti di scorta, a fermare il minibus che
trasportava il presidente, prendendolo a pugni e calci, e
lanciando pietre che hanno rotto i finestrini del veicolo, nelle
riprese trasmesse dalla rete TN e dal quotidiano Clarin. Uno di
loro si è lanciato sul cofano, e il veicolo è stato costretto a
sostare in mezzo a una folla inferocita. Una volta liberato,
molti altri veicoli si sono fatti strada tra la folla e si sono
allontanati con l’autobus presidenziale.
Gli incendi che hanno divampato per giorni in Patagonia hanno
provocato un morto e 11 dispersi. Decine di persone sono state
evacuate dalle loro case, 200 delle quali sono sono state
distrutte. Alcune città sono rimaste senza acqua né elettricità.
Le autorità sospettano siano stati appiccati deliberatamente
all’inizio di questa settimana, raggiungendo diverse città
vicino ai piedi delle Ande e distruggendo circa 15.000 ettari di
foresta. Il corpo carbonizzato di un contadino, disperso da
martedì, è stato trovato vicino alla città di El Maiten.
(ANSA-AFP).
