
(ANSA) – ROMA, 16 MAR – “Cinquant’anni di umanità”: sono le
parole che riassumono la storia di Medici Senza Frontiere (MSF),
organizzazione medico-umanitaria che nel 2021 festeggia il
cinquantesimo anno dalla nascita. E sono le stesse che muovono
ogni giorno oltre 65.000 operatori umanitari MSF impegnati a
portare cure mediche e aiuto incondizionato nelle emergenze di
oltre 80 paesi. A raccontarlo, la campagna di sensibilizzazione
che da oggi e per tutto l’anno ricorderà i momenti storici e le
sfide ancora aperte.
Fondata a Parigi il 22 dicembre 1971, da medici e
giornalisti reduci da brucianti esperienze umanitarie in Biafra
e Bangladesh, MSF – ricorda l’organizzazione in un comunicato –
ha inaugurato un nuovo stile dell’intervento d’emergenza, che
unisce l’azione medica indipendente all’impegno della
testimonianza. Diventata un’organizzazione internazionale negli
anni Ottanta, MSF è intervenuta nelle grandi emergenze di mezzo
secolo, più o meno note o dimenticate: il genocidio in Ruanda,
lo Tsunami in Indonesia, il terremoto ad Haiti, ma anche le
guerre in Afghanistan, Siria e Yemen, l’epidemia di Ebola, le
rotte globali della migrazione, le tante crisi permanenti dove
migliaia di persone non hanno accesso alle cure.
“Da cinquant’anni la nostra azione è in continua
evoluzione: team d’urgenza per rispondere alle epidemie,
ospedali gonfiabili o sotterranei sulle linee del fronte,
cliniche mobili nei villaggi remoti, ma anche telemedicina,
innovazione scientifica, salute ambientale” dichiara la dr.ssa
Claudia Lodesani, infettivologa e presidente di MSF. “A non
essere mai cambiati sono i nostri principi di imparzialità,
neutralità e indipendenza, che continuano a guidare la nostra
azione e identità: persone che aiutano persone,
indipendentemente da chi siano e dove si trovino”.
Nel 1999 MSF riceve il Premio Nobel per la Pace “in
riconoscimento del lavoro umanitario pionieristico realizzato in
vari continenti” e per onorare lo staff medico
dell’organizzazione impegnato a curare decine di milioni di
persone in tutto il mondo. Oggi – sottolinea Msf – la sfida è il
Covid-19. (ANSA).
