AGI – La procura di Cagliari ha chiesto alla Guardia di finanza un’informativa sui 19, fra politici e figure apicali dell’apparato della Regione Sardegna, che hanno partecipato a un pranzo in un hotel termale di Sardara (Medio Campidano) in zona arancione, in violazione delle norme anti-Covid. Secondo quanto apprende l’AGI, la procuratrice della Repubblica Maria Alessandra Pelagatti attende di esaminare le carte, con le autocertificazioni fornite ai finanzieri dagli interessati, per valutare eventuali ipotesi di reato

Sui nomi è calato il riserbo assoluto: è certo solo che è stata multata la struttura (400 euro, ridotti a 280 quando la sanzione si paga subito), che avrebbe potuto servire il pranzo solo a propri ospiti e non a esterni.   I 19 identificati, provenienti da varie parti della Sardegna, hanno dichiarato ai finanzieri di essere là per ragioni di lavoro, collegate ai rispettivi uffici. Fra loro anche Antonio Casula, comandante del Corpo forestale della Sardegna, forza che il presidente della Regione, Christian Solinas, ha schierato dal 22 marzo scorso per intensificare i controlli anti-Covid negli scali agli arrivi nell’isola. 

Le ipotesi sull’identità degli altri protagonisti (in tutto 40, secondo le indiscrezioni raccolte) da giorni si rincorrono sui social, dove è esplosa l’indignazione, alimentata anche dall’ingresso della Sardegna in zona rossa e da particolari rilanciati sulla stampa locale. Tra i dettagli emersi quello di un fuggi fuggi generale al momento del blitz delle Fiamme gialle, attirate dall’anomalo numero di auto fuori dall’hotel. E probabilmente richiamate da una segnalazione.

La fuga al momento del blitz

All’arrivo dei militari, la metà dei convenuti è sfuggita al controllo: qualcuno – secondo quanto riportato dai quotidiani sardi – è riuscito a dileguarsi scavalcando una finestra, circostanza che ha scatenato una sequela di post e immagini ironiche su Facebook.

“Io non sono uno di quelli che sono scappati”, ha raccontato il comandante del Corpo forestale regionale al quotidiano ‘L’Unione Sarda’. “Ero presente a Sardara e mi sono qualificato, dando l’autocertificazione alla Finanza. Ero lì per lavoro”. Antonio Casula, tuttavia, nega di aver partecipato al pranzo e spiega che la sua presenza nell’hotel era dovuta a una sorta di ‘consulenza’ sulla richiesta di verifica di un possibile progetto di ampliamento della struttura. Sempre all”Unione Sarda’, però, il sindaco di Sardara, Roberto Montisci, ha dichiarato che non gli risulta alcun piano di ampliamento dell’albergo, considerato che – precisa – “l’intera struttura è di proprietà del Comune”.

L’assessora all’Agricoltura, Gabriella Murgia, indicata dai rumors fra i partecipanti al banchetto, si è trovata costretta a smentire con un post su Fb: “Non ero presente il giorno a Sardara in nessuna circostanza, impegnata peraltro in altre attività istituzionali”, scrive l’assessora. “Ovviamente certificabile. Che tristezza doversi giustificare pubblicamente”. 

Si è chiamato fuori anche il portavoce del presidente Solinas, Mauro Esu, il cui nome è circolato nei giorni scorsi. Al quotidiano ‘La Nuova Sardegna’ il giornalista ha dichiarato di non essere stato presente al pranzo a Sardara. Lega e Fratelli d’Italia si sono affrettati a sottolineare di essere all’oscuro del banchetto e che nessuno dei loro esponenti politici vi ha partecipato. Fra i partiti dell’opposizione, Progressisti e M5S hanno presentato interrogazioni in Consiglio regionale per chiedere chiarezza su protagonisti del banchetto e responsabilità.

La Cgil regionale e il Pd hanno condannato l’episodio: “Riteniamo inaccettabile che ad infrangere le regole sia proprio chi dovrebbe dare il buon esempio”, hanno dichiarato i consiglieri regionali dem, che si sono uniti al resto dell’opposizione nel sollecitare accertamenti e sollevare il caso politico. Restano aperti parecchi interrogativi, oltre a quello sui nomi dei convenuti a Sardara: chi e perché li ha radunati là?

Domenica sulla vicenda Solinas, attraverso fonti della presidenza, ha comunicato il suo “sconcerto e disappunto” per l’accaduto, per poi impegnarsi ad adottare i provvedimenti di propria competenza, una volta che conoscerà le ragioni dell’incontro e i nomi dei partecipanti.  Le stesse fonti della presidenza hanno riferito alle agenzie di stampa che Solinas, al quale – si precisa – nessuno dei partecipanti aveva comunicato la presenza al convivio nell’hotel, considera inconciliabile la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia, in particolare di chi, pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, è chiamato a dare per primo il buon esempio. 

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