
Tensione a Brooklyn Center, sobborgo alle porte di Minneapolis, per la terza notte di proteste provocate dall’uccisione del ventenne afroamericano Daunte Wright da parte di una agente di polizia.
Le immagini in tv mostrano la folla di manifestanti davanti al dipartimento di polizia, nonostante manchino pochi minuti al coprifuoco e nonostante il maltempo. La situazione al momento resta sotto controllo, anche se ogni tanto si assiste al lancio di pietre e bottiglie verso gli agenti che rispondono con spray al peperoncino per allontanare i manifestanti. Lanciato anche qualche gas lacrimogeno. La polizia con gli altoparlanti invita la gente ad andare a casa, dichiarando l’assembramento illegale.
Ieri Kim Potter, la poliziotta che ha esploso il colpo fatale che ha ucciso il ventenne, si è dimessa con effetto immediato.
“Ho amato ogni singolo minuto della mia carriera da poliziotta”, scrive la donna nella dichiarazione con cui rompe il silenzio. “Ho servito questa comunità al meglio delle mie capacità, ma credo che le mie dimissioni immediate ora siano proprio nell’interesse della comunità, del dipartimento di polizia e dei miei colleghi”. Potter, 48 anni, era una veterana in servizio nel dipartimento di Brooklyn Center, sobborgo di Minneapolis, da ben 26 anni. Secondo la tesi sostenuta dalla polizia avrebbe scambiato per errore la pistola con il taser. Subito dopo l’uccisione di Daunte Wright era stata sospesa in attesa del risultato delle indagini.
