Come riporta “Flip board“: una funzionaria di polizia di 49 anni è stata accoltellata a Rambouillet, nella regione di Parigi. Anche l’assalitore, a sua volta ferito a colpi d’arma da fuoco da altri agenti durante il fermo, è morto.
L’attentatore, un tunisino, “non era schedato fra le persone a rischio radicalizzazione” ed era “incensurato” ma, secondo i testimoni, avrebbe gridato ‘Allah akbar’. Aveva 37 anni ed era stato regolarizzato in Francia nel 2019. Abitava nella banlieue di Parigi e la sua casa è stata perquisita. Lavorava regolarmente facendo consegne a domicilio.
L’uomo aveva “effettuato diversi sopralluoghi” sul posto prima di entrare in azione. Lo ha detto il procuratore della Repubblica, elencando gli “elementi” che hanno portato ad affidare l’inchiesta all’antiterrorismo. “Lo svolgimento dei fatti, i sopralluoghi effettuati, le modalità del delitto, la funzione della vittima ma anche le parole pronunciate dall’autore al momento della realizzazione dei fatti”.
“Era una poliziotta. Stéphaniie è stata uccisa nel suo commissariato di Rambouillet, sulle terre già colpite delle Yvelines. La Nazione è al fianco della sua famiglia, dei suoi colleghi e delle forze dell’ordine. Nella battaglia ingaggiata contro il terrorismo islamista, non cederemo”. Questo il tweet del presidente francese Emmanuel Macron, in visita oggi nel Ciad per i funerali del presidente ucciso, Idriss Deby.
“La Repubblica ha perso una delle sue eroine di tutti i giorni, per un gesto barbaro e di un’infinita viltà”: è il commento del primo ministro francese Jean Castex twittato dopo l’uccisione della poliziotta a Rambouillet. “Ai suoi familiari – ha scritto il premier – voglio esprimere il sostegno della nazione intera. Alle nostre forze di sicurezza, voglio dire che condivido la loro emozione e la loro indignazione”.
