
Lo stato di Tabasco, nel sud-est del Messico, ha battezzato un progetto inedito dedicato alle famiglie più povere, che hanno partecipato alla realizzazione degli alloggi costruiti con questa tecnica
Il primo quartiere di case stampate in 3D non è più un progetto su carta, bensì una realtà che parte dal Messico. Il progetto di offrire alloggi a famiglie disagiate – selezionate proprio in base alle condizioni economiche e, nello specifico, con nuclei familiari che hanno una disponibilità quotidiana inferiore ai cinque dollari – sta prendendo forma, con le prime due abitazioni completate delle 50 in programma nello stato di Tabasco, una zona rurale nel sud-est del paese.
Realizzato dalla comunità no-profit New Story (attiva dal 2014 ha costruito circa 2.500 case in zone disagiate del mondo) insieme a Icon, azienda che ha fornito la stampante Vulcan II per ridurre i tempi di costruzione da 48 a 24 ore, ed Échale, gruppo dedito allo sviluppo di alloggi sociali nel paese centroamericano, il piano prevede abitazioni di circa 46,5 metri quadrati, con due camere da letto (genitori e figli), bagno, cucina e soggiorno. Ogni casa sarà sviluppata tenendo in considerazione le necessità delle famiglie che vi si trasferiranno. Inoltre, ogni struttura è stata realizzata per resistere alle condizioni sismiche del luogo e sarà fornita con allacciamenti elettrici e idraulici,
Abituata a utilizzare i metodi classici, la stampa tridimensionale rappresenta una svolta per New Story: “Riduzione di costi e tempi con possibilità di migliorare la qualità e la personalizzazione della casa: è un’opportunità unica per aiutare le persone e fare in modo che altri paesi e governi condividano lo stesso progetto”, ha spiegato Alexandria Lafci, direttore operativo della società con base a San Francisco, che punta a trovare soluzioni concrete a chi non ha un rifugio (un’emergenza che nel 2050 potrebbe riguardare tre miliardi di persone).
La no-profit per ora non ha comunicato quanto è costato un singolo modulo, mentre le famiglie prescelte dovranno pagare un canone mensile di circa 20 dollari al mese per i primi sette anni.
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