Per il consiglio di sorveglianza del social network è necessario inserire delle eccezioni per i post satirici nel processo di moderazione. Il suggerimento è arrivato dopo la decisione di bandire un meme sul genocidio armeno

L’Oversight Board, il comitato di sorveglianza super partes con il compito di rivedere – ed eventualmente ribaltare – alcune decisioni sulla moderazione dei contenuti prese da Facebook, si è espresso su un altro caso dopo lo sforzo intrapreso sul caso Trump.

La questione esaminata fa riferimento alla sospensione di un post in cui, prendendo a prestito un celebre meme, l’utente esprimeva una critica dissacrante verso il genocidio armeno in Turchia. L’enorme scoglio incontrato dall’Oversight Board durante la revisione di questo caso è stato l’intento evidentemente satirico con il quale l’utente ha utilizzato l’immagine.

Il meme in questione è una variante del meme dei due pulsantinel quale al protagonista della vignetta vengono mostrati due interruttori e una scelta impossibile, o surreale, da compiere scegliendone solo uno. Nell’immagine al centro del caso, sui due pulsanti troneggiavano le scritte – in inglese – “il genocidio armeno è una bugia” e “gli armeni erano terroristi che se lo meritavano”, mentre il viso sudante del protagonista dell’immagine era stato sostituito dalla bandiera turca.

In un primo momento un moderatore di Facebook aveva stabilito che l’immagine violava gli standard della comunità sui contenuti che incitano all’odio. Un secondo moderatore, invece, ha deciso che il contenuto violava le regole in relazione ai post che esprimono crudeltà e insensibilità, e l’immagine è stata rimossa per questo motivo dal social network.

L’utente responsabile del post ha però presentato ricorso per cercare di far ripristinare l’immagine. Facebook ha tuttavia stabilito, senza informare l’utente, che il post sarebbe rimasto oscurato per via delle motivazioni legate all’hate speech segnalate dal primo moderatore.

È a questo punto che è intervenuto l’Oversight Board: l’organismo ha stabilito che il post rientra in quelle eccezioni che permettono agli utenti di condividere dei contenuti controversi allo scopo di condannarli o creare consapevolezza. La maggioranza dei membri che hanno analizzato il caso ha ritenuto che il contenuto dovesse essere inserito anche nelle eccezioni da considerare per il loro tono satirico, strappi alla regola che ancora non rientrano negli standard della community di Facebook.

Il comitato ha quindi ribaltato la decisione del social network ripristinando il contenuto, e ha suggerito a Facebook di includere l’eccezione per satira e di adattare le procedure per moderare adeguatamente i contenuti satirici tenendo conto del contesto in cui sono collocati.

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