Atleti Millennials e della Generazione Z sono pronti a rimodellare l’immagine dei giochi olimpici, che cominciano domani, grazie alle discipline più urban, come skateboard, basket 3×3 e bmx freestyle

Fra le onde dello stesso mare che ispirò il pittore giapponese Hokusai – autore di uno dei quadri più famosi e riconoscibili dell’arte nipponica La grande onda di Kanagawa – si svolgono le prime gare di surf nella storia delle Olimpiadi. È la città di Ichinomiya a ospitare il debutto dello sport acquatico previsto per il 25 luglio 2021 durante Tokyo 2020. Il surf non è l’unica novità ai giochi olimpici: arrampicata, karate, skateboard, bmx freestyle e basket 3 contro 3 esordiscono nella competizione mondiale per la soddisfazione dei numerosi fan. Discipline moderne e dinamiche, introdotte per attirare l’interesse dei giovani e per facilitare la condivisione online.

Skateboard e surf a Tokyo 2020

Le tavole sono le protagoniste delle Olimpiadi al via domani: quelle da surf con una gara maschile e una femminile, entrambe con batterie del turno preliminare seguite da una competizione a eliminazione diretta. Gli eventi si svolgono presso la spiaggia di Tsurigasaki a Ichinomiya (circa 92 km a sud-est dello Stadio Olimpico dove si tiene l’inaugurazione); la finestra delle gare è molto flessibile: non è raro che una giornata di competizione venga posticipata al giorno successivo quando sono previste condizioni migliori per le onde. I surfisti sono giudicati per velocità, creatività e flow; ognuno di loro ha 30 minuti per dimostrare le proprie abilità, con diversi professionisti che prendono parte a ogni batteria.

Le tavole da skate entrano in scena per la prima volta il 25 luglio. Con numerosi partecipanti adolescenti, lo skateboard è caratterizzato da due sfide: park e street. In entrambe gli skateboarder possono sfoggiare trick e salti: il percorso street imita un ambiente stradale con corrimano, pendii, scale e cordoli; mentre il percorso park assomiglia a una rampa classica. I concorrenti, uomini e donne, vengono giudicati per velocità, esecuzione, originalità e difficoltà dei trick.

Basket 3×3, BMX e arrampicata

Un altro sport urban da seguire è il basket 3 contro 3: la variante 3×3 porta la vivacità delle sfide a pallacanestro tipiche dei campetti cittadini. Le partite si giocano in metà campo e il punteggio è composto da 1 e 2 punti (invece di 2 e 3). I match sono molto più brevi, con una partita che termina dopo 10 minuti o dopo che una squadra ha raggiunto i 21 punti, a seconda dell’evento che si verifica per primo.
Le biciclette BMX, dopo aver debuttato a Pechino 2008 nella versione gara a tempo su un circuito, vengono usate ora anche per le gare freestyle con la specialità BMX park. Ognuna prevede un percorso unico che include ostacoli, pareti e rampe. I giudici valutano ogni tentativo in base alla difficoltà e all’esecuzione dei trick eseguiti all’interno di quella corsa.
L’arrampicata sportiva attira gli spettatori amanti dell’outdoor, anche se le competizioni olimpiche di Sport Climbing avvengono su pareti artificiali. L’arrampicata a Tokyo è disputata come un singolo evento, con tutte e tre le principali discipline dello sport utilizzate in un formato combinato per determinare un vincitore assoluto sia per gli uomini sia per le donne.
Alla prima esibizione olimpica anche il karate, con uomini e donne che gareggiano sul tatami del Nippon Budokan, nel quale si svolgono le sfide di judo, che invece ha debuttato a Tokyo 1964.

Quanto sono social le Olimpiadi?

I nuovi sport rientrano nel tentativo di rendere i Giochi Olimpici più cool e di tendenza: il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha affermato che le novità di Tokyo segnano “un passo storico nel portare i Giochi ai giovani e nel riflettere la tendenza all’urbanizzazione dello sport’. L’aggiunta delle attività urban, infatti, dimostra la volontà del CIO di attrarre un pubblico di Millennial, cresciuto mentre questi sport si diffondevano nelle città di tutto il mondo. Senza dimenticare la Generazione Z dei nativi digitali: surf, skate e arrampicata ben si prestano a essere condivisi sugli amati social grazie ai movimenti unici degli atleti e alla vivacità delle gare. I giovanissimi sono anche al centro delle gare e provvedono a documentare i giochi sui loro account. La skater 12enne inglese Sky Brown ha 839mila followers che l’hanno sostenuta in ogni sfida di avvicinamento alla qualificazione. La canoista statunitense Nevin Harrison e la arrampicatrice giapponese Nonaka Miho si possono definire atlete-influencer per la loro presenza sui social, dove alternano foto degli allenamenti a stories sulla propria vita privata. Grazie a loro e ai nuovi sport le Olimpiadi vanno incontro a una trasformazione che sembra necessaria: i teenager sono pronti a rimodellare l’immagine di Tokyo 2020

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