
La velocista olimpica bielorussa Krystsina Tsymanouskaya si è detta oggi “felice di essere al sicuro” parlando coi giornalisti a Varsavia, all’indomani del suo arrivo in Polonia dove si è rifugiata dopo aver dichiarato di temere per la sua vita se costretta a tornare a casa nel suo Paese.
L’atleta di 24 anni si è detta “sorpresa che la situazione sia diventata un tale scandalo politico perché è iniziata come una questione sportiva”, e ha rivelato che “non stava pensando all’asilo politico” in Polonia, che le ha concesso un visto umanitario. “Voglio solo proseguire la mia carriera sportiva”, ha detto, aggiungendo che suo marito, Arseny Zdanevich, era “già sulla strada per la Polonia – sarà qui oggi”. Il governo polacco ha affermato che anche a Zdanevich è stato concesso un visto umanitario dopo che è fuggito in Ucraina ieri.
Tsymanouskaya è finita al centro di un caso diplomatico nel bel mezzo dei Giochi olimpici, dopo che domenica ha chiesto la protezione dello staff di Tokyo 2020 dicendo che la sua squadra stava cercando di metterla su un aereo per rimpatriarla dopo aver criticato pubblicamente gli organi sportivi del suo Paese.
Dopo un passaggio a Vienna, Tsymanouskaya è infine giunta in Polonia.
