
(ANSA) – ROMA, 08 AGO – Non si arresta la pandemia di nuovo
coronavirus negli Stati Uniti, dove si vanno diffondendo le
infezioni causate dalla variante Lambda scoperta in Perù, con
gli esperti che ricordano come la trasmissione tra i non
vaccinati favorisca la mutazione del virus in forme sempre più
contagiose. Lo riferisce la Cnn, citando diversi studiosi.
Il primo caso di variante Lambda era stata rilevata il mese
scorso in Texas, allo Houston Methodist Hospital e da allora il
sequenziamento genomico ha identificato 1.060 contagi ad essa
riconducibili, secondo l’iniziativa indipendente di condivisione
dei dati Gisaid. Sebbene questo numero sia ben lontano da quelli
attribuiti alla variante Delta, che rappresenta circa l’83% dei
nuovi casi negli Stati Uniti, gli esperti di malattie infettive
hanno affermato che la variante Lambda è una di quelle più sotto
osservazione.
La variante Lambda è stata identificata per la prima volta in
Perù a dicembre. “Presenta mutazioni preoccupanti – osserva
Preeti Malani, direttore sanitario nella divisione delle
malattie infettive presso l’Università del Michigan ad Ann Arbor
– ma questa variante rimane piuttosto rara negli Stati Uniti
nonostante sia in circolazione da diversi mesi”.
“È difficile sapere con certezza quanto sia trasmissibile la
Lambda e quanto bene ne proteggano i vaccini. Finora, sembra che
la Lambda sia più trasmissibile del virus SARS-CoV-2 originale”,
che è simile a Delta e ad altre varianti, secondo un esperto
della Infectious Diseases Society of America.
“Per fortuna gli studi suggeriscono che i vaccini attualmente
disponibili rimangono efficaci – puntualizza Malani – . Abbiamo
appreso durante la pandemia che le cose possono cambiare
rapidamente, quindi controllare la diffusione del Covid-19 in
generale aiuterà a gestire la Lambda”. “Finché ci sarà una
diffusione incontrollata di SARS-CoV-2, vedremo più varianti in
futuro. L’unica via d’uscita è una vaccinazione diffusa per
controllare la diffusione e prevenire ulteriori mutazioni. Di
fatto – conclude – c’è una sorta di gara tra l’aumento della
copertura vaccinale e lo sviluppo di nuove varianti meno
reattive alle contromisure”. (ANSA).
