
(ANSA) – SANTIAGO DEL CILE, 13 AGO – Il principale sindacato
della miniera di Escondida, a nord del Cile, che produce la più
grande quantità di rame al mondo, ha annunciato di aver
raggiunto un accordo con il gruppo anglo-australiano BHP per il
rinnovo del contratto collettivo di lavoro e di avere di
conseguenza revocato uno sciopero che avrebbe coinvolto oltre
duemila lavoratori e messo in crisi gli approvvigionamenti.
La base – ha riferito il sindacato – ha approvato “quasi
all’unanimità” un accordo proposto dalla direzione. La società
ha confermato l’accordo e ha chiarito che i termini negoziati
saranno in vigore per 36 mesi.
“Questo nuovo accordo ci consentirà di implementare una serie
di misure di produttività che aiuteranno a vincere la sfida di
mantenere la nostra competitività nel tempo”, ha affermato
Cristóbal Marshall, manager di Escondida/BHP. “È quindi molto
più della consegna di un bonus”.
Né l’azienda né il sindacato hanno diffuso i dettagli
dell’accordo, ma i media locali parlano di un bonus di
produttività di oltre 23.000 dollari e vari benefit.
I minatori avevano chiesto un bonus una tantum quale
riconoscimento del lavoro mai interrotto durante la pandemia di
Covid-19, “equivalente all’1% dei dividendi ricevuti dagli
azionisti”, nonché un piano di carriera e benefici per
l’educazione dei figli.
Secondo il sindacato, la miniera di Escondida prevede di
generare un fatturato di oltre 10 miliardi di dollari
quest’anno, a fronte di un aumento storico del prezzo del rame,
che ha superato i 10.000 dollari a tonnellata sui mercati
internazionali. (ANSA).
