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Giuseppe Conte
Naturalmente, la “massima attenzione è rivolta ai nostri militari nella regione”. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dopo che la Nato ha fatto sapere di aver sospeso l’addestramento delle forze irachene all’indomani dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, spiega che “le missioni” militari italiane “continuano come programmato, dopodiché c’è stato un innalzamento delle misure di sicurezza previste in situazioni di questo tipo”.
Nelle procedure di sicurezza innalzate “si è ritenuto di sospendere temporaneamente l’attività di addestramento delle forze irachene che riprenderà appena le condizioni lo consentiranno, ma la missione prosegue”, sottolinea ancora Guerini, secondo il quale però “non ci sono elementi di preoccupazione legati ad evidenze particolari, ma c’e’ una situazione di tensione che richiede da parte nostra che vi sia un innalzamento delle misure di sicurezza”.
Come il premier, anche il capo della diplomazia italiana ribadisce il “forte appello al dialogo e alla responsabilità”, e auspica che l’Ue parli “con una sola voce”. Di Maio infine ricorda che “l’uso della forza non ha mai portato da nessuna parte”.
Parole che sollevano le critiche del governo italiano: “Fare l’ultrà mi sembra molto pericoloso e rischia di mettere in pericolo chi opera sul territorio italiano e anche tutti i nostri militari in questo momento all’estero”, osserva il viceministro dell’Interno, Matteo Mauri. Anche Nicola Fratoianni di Leu stigmatizza Salvini: “Non poteva mancare all’appello, a festeggiare per un atto di guerra, il rappresentante italiano degli irresponsabili”. Leu, con il senatore Francesco Laforgia chiede che il presidente del Consiglio riferisca quanto prima in Parlamento.
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