
Mimmo Frassineti / AGF
FESTIVAL DI SANREMO – Il caso di Rula Jebreal
Per Jebreal, invece, “evidentemente qualcuno si è spaventato che venisse offerta una ribalta a italiani nuovi, a persone diverse come me che appartengono a un’Italia inclusiva, tollerante, aperta al mondo, impegnata in missioni di dialogo e di pace” e ha pensato bene di escluderla. Poi la giornalista, che da dieci anni vive negli Stati Uniti ma mantiene forti legami con l’Italia, afferma che” in Rai c’è un brutto clima e gli attacchi sono partiti da persone vicine a Salvini” le quali “trasmettono un’immagine chiusa, vecchia dell’Italia”.
Quindi la Jebeal si interroga su cosa significhi essere italiani e dice che “’Italia che noi sogniamo per i nostri figli è un Paese collegato al resto del mondo. È un’Italia in cui c’è posto per Salvini, ma anche per Liliana Segre e, se permettete, per Rula Jebreal” e che lei ha “solidarizzato con Giorgia Meloni quando ha subito insulti misogini” e si augura che donne prestigiose e testimoni di violenza non “si sentissero allontanate dalle nostre manifestazioni più importanti”. Quanto a se stessa, “chiedo solo di essere giudicata per il mio lavoro, è troppo?” conclude.
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