
(ANSA) – ROMA, 22 SET – “Negli ultimi anni abbiamo assistito
a progressi incoraggianti sull’accesso delle ragazze
all’istruzione in Afghanistan. Il numero di scuole nel paese è
triplicato dal 2002. Negli ultimi 10 anni, l’alfabetizzazione
giovanile è aumentata dal 47% al 65%. È di importanza cruciale
che le ragazze e i ragazzi in Afghanistan abbiano uguali
possibilità di imparare e sviluppare le competenze di cui hanno
bisogno per prosperare. Siamo profondamente preoccupati che a
molte ragazze potrebbe non essere permesso di tornare a scuola”.
Lo si legge in un comunicato dell’Unicef.
“Le ragazze non possono, e non devono, essere lasciate
indietro. È fondamentale che tutte le ragazze, incluse quelle
più grandi, siano in grado di riprendere la loro istruzione
senza ulteriori ritardi. Affinché questo accada, abbiamo bisogno
che le insegnanti possano tornare a scuola”, recita il testo.
“Era chiaro anche prima dei recenti avvenimenti che dobbiamo
fare di più per i bambini dell’Afghanistan. 4,2 milioni di
bambini non sono iscritti a scuola, di cui 2,6 milioni sono
bambine. Per i bambini che sono iscritti, le scuole sono state
completamente o parzialmente chiuse negli ultimi dieci mesi, a
causa del COVID-19. Sappiamo che quando le scuole chiudono, i
bambini più vulnerabili che erano iscritti potrebbero non
tornare più in classe”, prosegue il comunicato.
Per l’Unicef “è chiaro che l’accesso a un’istruzione di
qualità non è solo un diritto di ogni singola ragazza e ragazzo,
è anche un investimento. Aumenta le opportunità per ogni
bambino, per le loro famiglie e per le loro comunità. I bambini
e i giovani in Afghanistan non possono permettersi alcuna
battuta d’arresto. O nessun altro ritardo”. (ANSA).
