
Vivere in un mondo più green è l’obiettivo di una generazione che conosce più di altre il valore della condivisione. Ecco cosa suggerisce l’esploratore Alex Bellini ai giovani vogliosi di confrontarsi sul tema più urgente: il futuro del pianeta
È una coincidenza fortunata, e molto stimolante: i nativi digitali sono anche nativi ecologici. Il tema del rispetto del pianeta e dell’ambiente non nasce certo con loro, ma è innegabile che rispetto al passato la Generazione Z abbia molti più mezzi per praticare la sostenibilità nella vita quotidiana. È merito, paradossalmente, della tecnologia: basta un’app sullo smartphone per accedere ai servizi di sharing presenti in città, ad esempio quelli della mobilità. E rispetto al passato c’è molta più consapevolezza che le azioni dei singoli si riflettono sul pianeta e, anche grazie al cambio di paradigmi come la proprietà di alcuni beni, è possibile partecipare alla rivoluzione in corso per un pianeta più verde e meno inquinato.
La conversazione sull’importanza della condivisione ai fini della sostenibilità è parte integrante della terza tappa del progetto We Generation da Audi, che vede un manipolo di brillanti studenti universitari mettersi in cammino, di volta in volta, per cercare risposte alle domande più urgenti e sentite del loro tempo.
Un viaggio sostenuto dal brand dell’automotive e da H-Farm, la piattaforma digitale per la creazione di nuovi modelli d’impresa. L’esploratore Alex Bellini è senza dubbio la persona giusta per rispondere alle curiosità dei ragazzi: da anni, mette alla prova se stesso partendo per imprese ai limiti, e in solitaria, in tutto il mondo. Le sfide di Bellini rimettono l’uomo (e lo sportivo) in relazione con la natura più selvaggia e al contempo accendono un focus sui grandi cambiamenti che la Terra affronta alle diverse latitudini.
Come sottolinea l’esploratore ai protagonisti di We Generation, i cambiamenti sono sempre più repentini ma è anche la “prima volta che l’uomo si trova ad avere tra le mani il proprio futuro”.
Le piccole scelte quotidiane sono importanti e anche grazie a nuovi business model riusciamo a vivere esperienze più sostenibili, ad esempio rinunciando al possesso di un bene sul lungo termine, o rimettendo in circolo i materiali e i prodotti ancora utili.
Come dimostra la stessa esperienza di Bellini, bisogna agire in prima persona per conoscere la reale portata dei problemi ambientali e sensibilizzare chi vuole mettersi in ascolta e non ignorare i fatti.
Grazie all’iniziativa Ten Rivers One Ocean, l’esploratore ha deciso di navigare i dieci fiumi più inquinati di plastica al mondo con l’obiettivo di accendere un focus sull’ecosistema dei grandi corsi d’acqua. Bellini naviga su imbarcazioni costruite con materiali naturali e di risulta, e ha sperimentato, in India, l’importanza del lavoro di gruppo con gli abitanti in loco per varare il suo progetto.
Il confronto con un avventuriero capace di attraversare in solitaria gli oceani come i deserti non può che regalare nuove e positive ispirazioni alla We Generation, anche sul tema dell’impegno a favore del pianeta.
Abituata a vivere spesso online le proprie battaglie, per i giovani è passare all’azione, condividendo risorse, riducendo consumi, e scegliendo, laddove possibile, l’opzione più virtuosa. Basta ricordarsi che, anche nel caso della sostenibilità, più che la meta è il viaggio stesso a fare la differenza.
Leggi anche
