E’ cominciato lo sgombero dei manifestanti nel primo lunedì dopo l’introduzione del Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro. I lavoratori stazionano davanti al Varco 4 di Trieste. Alcuni mezzi della polizia sono giunti al presidio davanti al Varco 4 dall’interno del Porto. I manifestanti li attendevano seduti dall’altro lato del Varco lungo la strada seduti a terra intonando “La gente come noi non molla mai” e “Libertà”. I poliziotti sono scesi dai mezzi in tenuta antisommossa, un funzionario li ha più volte invitati a disperdersi “in nome della legge” poi sono stati azionati gli idranti.

A Bologna, sul fronte dei trasporti tutto procede con regolarità. Al momento, per quanto riguarda la Stazione centrale, per oggi sono previsti tutti i treni regionali di Trenitalia e anche quelli di Tper, l’azienda di trasporto pubblico. Inizio di mattinata senza criticità anche per gli autobus in servizio nel territorio della Città metropolitana di Bologna. 

Nessun presidio stamane, all’apertura del primo turno, ma lo sciopero contro il Green pass continua nello stabilimento della San Benedetto di Scorzè, a Venezia. Lo rende noto un rappresentante della usb, sigla che copre circa 85% degli operai. Mercoledì e venerdì sono annunciati nuovi presidi fuori dai cancelli dalle 10 alle 14. E’ presumibile che ad astenersi dal lavoro saranno gli stessi dipendenti di venerdì, anche non si può escludere che qualcuno abbia nel frattempo fatto il tampone per entrare. “E’ presto per dirlo – conferma la fonte sindacale – bisogna attendere quello che accadrà nell’arco della giornata”.

Un centinaio di persone tra portuali e No green pass sta presidiando il varco portuale di Ponte Etiopia, a Genova. Lo scalo è operativo ma già dalle prime ore del mattino alcuni tir sono fermi in coda fuori dal varco. Sul posto Polizia e Municipale. Al momento non viene bloccato Lungarno Canepa, una delle più importanti arterie della città. I manifestanti infatti si trovano sulla linea del varco. 

Un sit-in di portuali in solidarietà ai colleghi Trieste si è radunato dalle 7 circa al porto di Ravenna. Secondo quanto appreso, si tratterebbe di qualche decina di persone e il presidio si sarebbe già sciolto, senza alcun impatto sull’operatività del porto. L’appello a partecipare era partito ieri da chat su Telegram e chiamava a raccolta non solo portuali ma anche lavoratori di “Enichem, Eni-Versalis, Marcegaglia, Unieuro, Polynt, Her, Dock cereali porto, Vigili del fuoco Ra, Teorema e Cooo e del comitato di libera scelta Ravenna”. L’azione, si leggeva nella nota, ha l’obiettivo di dare un “contributo territoriale” a un’iniziativa nazionale “che vede nei porti i punti di aggregazione, ma che raccoglie il malessere di tutte le categorie di lavoratori, dai sanitari agli insegnanti passando per ogni attività privata, stanchi di ricatti e imposizioni”.

Primo lunedì mattina nei luoghi di lavoro con l’obbligo del Green Pass anche per Perugia e provincia dove la tenuta del sistema sembra confermarsi. A quanto pare, quindi, non si registrano particolari difficoltà. Nessuna segnalazione è arrivata di prima mattina con ingressi che si sono svolti con regolarità. “Tutto tranquillo” commentano da Confindustria, relativamente alle aziende e imprese e vista anche l’autonomia nell’organizzare i controlli. Pure nei luoghi istituzionali, fanno sapere in particolare dalla Regione Umbria, un inizio di giornata e di settimana ordinato, dopo che venerdì mattina si erano verificate code agli ingressi degli uffici del Broletto e anche qualche difficoltà, per adeguarsi con i dispositivi di controllo, nella sede di Palazzo Donini.

Nessuna particolare criticità è stata segnalata finora dall’Ente Autonomo Volturno in merito alle linee vesuviane e flegree gestite dall’azienda di trasporto in Campania. In particolare il servizio della Circumvesuviana non ha fatto registrare finora disservizi come quelli che la settimana scorsa hanno inciso notevolmente sulla programmazione dei treni, comunque non dipendenti dalla introduzione della certificazione obbligatoria.

Ancora code nella prima mattinata di oggi ai varchi di ingresso dell’ex Ilva di Taranto per i controlli sui green pass, anche se meno lunghe rispetto a quanto accaduto nel primo giorno di entrata in vigore dell’obbligo della certificazione sui luoghi di lavoro. Nel frattempo aumenta il numero di vaccinati sia tra i dipendenti diretti che tra gli operai delle ditte terze (sotto il migliaio i non immunizzati in entrambi i casi, senza contare però i 400 lavoratori “sociali” in cassa integrazione per impianti fermi da tempo, che non hanno ancora comunicato la loro situazione).
   

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