L’Authority attiva lo scudo del Gdpr su chiamate promozionali indesiderate e contratti non richiesti con dati personali inesatti. È la multa più salata comminata dal debutto del regolamento

Il logo di Eni (Marco Bertorello/Afp via Getty Images)
Il logo di Eni (Marco Bertorello/Afp via Getty Images)

Lo scudo del Gdpr costa a Eni gas e luce 11,5 milioni di multa. Il Garante italiano della privacy ha appioppato alla società della galassia del cane a se zampe una sanzione per “trattamenti illeciti di dati personali” sulla base del regolamento europeo attivo dal 2018. Nel mirino dell’autorità sono finite promozioni indesiderate e contratti non richiesti. È la multa più salata comminata dal debutto del Gdpr.

Stando alle indagini del garante, spinto dai reclami piovuti sulla sua scrivania dopo l’entrata in vigore del Gdpr, la condotta Eni luce e gas (Egl) ha “evidenziato gravi criticità relative al trattamento generale dei dati” nelle attività di telemarketing e teleselling, costate al gruppo di San Donato Milanese 8,5 milioni. Egl si affida a una rete di agenzie per contattare i clienti e attinge ai contatti sia dal database dei clienti, sia da fornitori di anagrafiche. Tuttavia dagli accertamenti è emerso che alcuni clienti non avevano dato il consenso a ricevere le chiamate promozionali. Né spesso era stato concesso nelle liste vendute da fornitori terzi. In aggiunta, l’azienda avrebbe conservato i dati per tempi superiori a quelli consentiti dalla legge.

Oltre alla multa, il Garante ha imposto all’azienda di scorrere le anagrafiche per controllare chi abbia dato il consenso alle telefonate promozionali, di implementare strumenti tecnologici per spedire direttamente in una black list i nominativi di chi non vuole ricevere telemarketing e infine di utilizzare i nomi da liste di terze parti solo se queste hanno ottenuto un consenso specifico alle comunicazioni targate Egl.

La seconda tranche della sanzione, pari a 3 milioni di euro, riguarda contratti non richiesti nel mercato libero di luce e gas. In sostanza al Garante sono arrivate segnalazioni di utenti che lamentavano “di aver appreso della stipula di un nuovo contratto solo dalla ricezione della lettera di disdetta del vecchio fornitore o dalle prime fatture di Egl”, si legge nel documento dell’Autorità. I clienti, oltre a non essere mai andati in un negozio a sottoscrivere il contratto o di aver mai avuto contatti con personale o rappresentanti di Eni gas e luce, si ritrovavano in bolletta dati sbagliati (specie numero di telefono, indirizzo e numero di documento di identità) e una firma apocrifa.

Il Garante ha contato 7.200 casi. Si tratta di clienti raggiunti dalle agenzie (incaricate da Eni di contattare i clienti) o attraverso i franchising degli energy store, che dopo un primo contatto, devono confermare la sottoscrizione attraverso una chiamata. Se non si risponde ai dieci tentativi di chiamata automatici o ai cinque effettuati da un operatore, la proposta di contratto decade. Tuttavia Eni avrebbe scoperto un’agenzia che, nonostante i tentativi falliti di ricontattare alcuni clienti, aveva inserito il loro codice fiscale e il numero di pod (point of delivery) corretti, ossia gli unici dati utili per cambiare operatore, mentre il resto delle informazioni era inesatto. Eni gas e luce ha già denunciato l’agenzia, ma la procedura le è costata altri 3 milioni dal Garante, più il diktat ad adottare misure più stringenti per identificare le anomalie.

Il calcolo delle sanzioni, spiega l’Autorità, è stato determinato “tenendo conto dei parametri indicati nel regolamento Ue, tra i quali figurano l’ampia platea dei soggetti coinvolti, la pervasività delle condotte, la durata della violazione, le condizioni economiche di Egl”. Eni annuncia ricorso: “Eni gas e luce prende atto delle decisioni del Garante per la protezione dei dati personali e si riserva di presentare ricorso verso i provvedimenti adottati dall’Autorità. Eni gas e luce evidenzia che lo stesso Garante ha riconosciuto alla società di aver assunto importanti iniziative volte alla definitiva risoluzione delle problematiche oggetto delle sanzioni erogate”.

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