
(ANSA) – BRASILIA, 02 NOV – In Brasile, con la graduale
ripresa del rientro al lavoro in presenza, anche grazie all’alto
numero di vaccinazioni anti-Covid, il ministro del Lavoro e del
Welfare, Onyx Lorenzoni, ha emesso un’ordinanza che vieta ai
datori di lavoro di richiedere il certificato di vaccinazione ai
propri dipendenti, o di imporlo nei processi di selezione per
assumere il personale. In base all’ordinanza, inoltre, le
aziende non potranno licenziare per giusta causa coloro che si
rifiutano di presentare la tessera vaccinale. Se lo fanno,
dovranno reintegrare o indennizzare i licenziati.
Il provvedimento – sottolinea il quotidiano Estado de S.
Paulo – mette in pratica la posizione del presidente della
Repubblica, Jair Bolsonaro, contrario alla vaccinazione
obbligatoria contro il coronavirus e al cosiddetto “passaporto
sanitario”, in vigore in vari comuni per poter accedere a luoghi
pubblici come teatri, cinema, punti turistici e palestre.
Sui social, Onyx ha inoltre affermato che la mancata
presentazione del tesserino di vaccinazione contro qualsiasi
malattia non è prevista né nella Costituzione né nel Testo unico
del lavoro (Clt) come giusta causa di risoluzione del contratto
di lavoro da parte del datore di lavoro. (ANSA).
