
(ANSAmed) – BELGRADO, 10 NOV – A Belgrado un grande murale
inneggiante all’ex generale serbo-bosniaco Ratko Mladic,
condannato all’ergastolo per crimini di guerra e per il
genocidio di Srebrenica nel 1995, è stato vandalizzato oggi da
un attivista politico che ha lanciato vernice bianca contro
l’effigie di Mladic, che molti in Serbia considerano un eroe e
un difensore del popolo serbo.
“Era un dovere civile distruggere il murale dedicato a Ratko
Mladic, che getta fango su tutti i cittadini”, ha detto Djordjo
Zujovic, l’autore del gesto, citato dai media locali. Il murale,
nel centro della capitale serba, è stato al centro di una
controversia che ha visto opporsi ieri sera sostenitori e
avversari dell’ex generale serbo-bosniaco.
Nonostante il divieto ai raduni contrapposti ordinato dalla
polizia, gruppi di attivisti per i diritti umani, intenzionati a
rimuovere il murale si sono radunati ieri sera, a sostegno del
fermo di un’attivista che aveva lanciato uova contro l’effigie
di Mladic. La donna era stata poco dopo rilasciata dalla
polizia. A poca distanza – e tenuti a bada da un massiccio
schieramento di agenti – ultranazionalisti e sostenitori dell’ex
generale hanno scandito a gran voce il nome di Mladic. Vi sono
stati cori contrapposti e reciproche offese verbali fra i due
schieramenti, ma la polizia ha evitato lo scontro fisico fra i
due schieramenti.
Il ministero dell’Interno ha respinto le accuse di essere
intervenuto per difendere il murale, affermando che gli agenti
sono stati schierati sul posto solo per garantire la sicurezza
dei cittadini evitando scontri e incidenti. Elogi alla polizia
sono venuti oggi anche dal presidente serbo Aleksandar Vucic,
che ha tuttavia indirettamente criticato l’iniziativa degli
attivisti di un’organizzazione per i diritti umani di rimuovere
il murale di Mladic. Si tende sempre a mettere la Serbia in
cattiva luce e a tornare al passato, invece di parlare delle
cose positive che registra la Serbia di oggi, ha detto Vucic.
(ANSAmed).
