
(ANSA) – MADRID, 18 NOV – “Ovviamente, se avessero voluto
avrebbero potuto impedirmi di abbandonare Cuba. La ragione per
cui me l’hanno permesso è perché hanno pensato che avrebbero
ottenuto una vittoria in questo modo”. Lo ha detto in una
conferenza stampa a Madrid Yunior García, drammaturgo e
oppositore cubano arrivato ieri a sorpresa in Spagna dopo aver
denunciato, domenica scorsa, di esser stato circondato da agenti
del governo del suo Paese presso la sua casa a L’Avana, prima di
poter effettuare una protesta solitaria. “Ci sono cose che forse
non saprò mai”, ha aggiunto in risposta a una domanda su come
abbia fatto a sfuggire a quella situazione. “La notte successiva
sono potuto uscire: non c’era più nessuno davanti a casa, solo
una pattuglia in un angolo, che curiosamente non mi ha fermato”,
ha spiegato.
García ha aggiunto che prima di questi fatti era “praticamente convinto” che sarebbe stato arrestato dalle
autorità cubane e, per quel motivo, pochi giorni prima aveva già
chiesto un visto “all’ambasciata spagnola a L’Avana”. Un visto
turistico di 90 giorni ottenuto rapidamente “grazie ad alcuni
amici”, di cui, ha aggiunto, non può rivelare l’identità. Amici
che poi lo hanno portato “via” da casa sua fino all’aeroporto,
in una “fuga degna di un film”.
Nel corso di un lungo intervento precedente alle domande dei
giornalisti, García ha affermato che a Cuba “non c’è un governo,
c’è una dittatura” e ha raccontato diversi episodi in cui si è
sentito perseguitato e censurato dalle autorità dell’isola. “Non
potevo rimanere zitto, per questo ho deciso di lasciare Cuba”,
ha aggiunto, ribadendo poi di voler tornare in patria in futuro.
Per il momento, ha affermato, le sue priorità sono “dire al
mondo di quello che sta succedendo a Cuba” e quella di
concentrarsi “sul movimento culturale cubano” presente a Madrid.
(ANSA).
