
(ANSA) – ROMA, 17 DIC – La nuova escalation di scontri in
Yemen ha già costretto oltre 100 mila persone a fuggire dalle
proprie case negli ultimi 3 mesi, e dato l’evolversi di un
conflitto che ha già causato centinaia di migliaia di vittime in
quasi 7 anni, sono imminenti nuovi sfollamenti di massa.
È l’allarme lanciato oggi da Oxfam, a tre anni da quegli
Accordi di Pace di Stoccolma, che avrebbero dovuto rappresentare
una prima base su cui costruire in seguito significativi
progressi verso una soluzione politica, ma che stanno
miseramente fallendo nel garantire sicurezza e un futuro a un
intero popolo allo stremo. “Solo negli ultimi 2 mesi sono stati uccisi oltre 120 civili
innocenti e tantissime famiglie ogni giorno continuano a
rischiare la vita sotto i bombardamenti aerei, per gli scontri
terrestri, per le mine anti-uomo e gli ordigni improvvisati di
cui sono cosparse vaste aree – ha detto Paolo Pezzati, policy
advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia – I combattimenti nelle ultime settimane si sono intensificati
soprattutto nel governatorato di Marib, preso di mira perché
ricco di risorse, dove scontri sempre più sanguinosi si sono
concentrati nell’area a sud-ovest della città, intorno alle
montagne del Balaq”.
La conseguenza di tutto questo è che solo dallo scorso
settembre 46 mila uomini, donne e bambini sono stati costretti a
cercare scampo a Marib City o nel distretto di Al Wadi a est,
secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim);
una cifra che sale invece a oltre 96 mila sfollati secondo le
stime delle autorità locali yemenite.
“Solo 7 anni fa Marib City aveva 41 mila abitanti, ma adesso
ospita oltre 1 milione di sfollati – continua Pezzati – In
questo momento la principale preoccupazione delle organizzazioni
umanitarie, che come Oxfam dall’inizio della guerra stanno
cercando di soccorrere la popolazione, è di non riuscire a
raggiungere gli sfollati che si trovano troppo vicino alla linea
del fronte, che si sposta continuamente e adesso circonda
praticamente l’intera città. Ogni settimana aree anche
densamente popolate continuano ad essere bombardate e portare
aiuti in sicurezza alla popolazione è sempre più difficile”.
(ANSA).
