
(ANSA) – NEW YORK, 23 DIC – Frustrata da un ruolo che le sta
stretto, da un Joe Biden che ha avuto bisogno di lei per vincere
le elezioni ma che ora, nel governare, la tiene in panchina.
Kamala Harris si è confidata con gli alleati sulle sue
difficoltà nel gestire un portafoglio di compiti particolarmente
difficili, dai diritti di voto all’ìimmigrazione, e si è sfogata
sulla copertura mediatica ricevuta: sarebbe differente se si
trattasse di uno dei suoi 48 predecessori, tutti uomini e
bianchi.
Anche fra i democratici, secondo quanto riportato dal New
York Times, la frustrazione è molta per il ruolo in cui è stata
messa la vicepresidente. La complessità dei dossier che le sono
stati affidati avrebbe dovuto spingere la Casa Bianca a
difenderla in modo più aggressivo, afferma la deputata Karen
Bass.
Harris ha cercato i consigli di altre donne da quando è
arrivata a Washington, anche dell’ex segretario di Stato Hillary
Clinton. “C’è un doppio standard usato nel giudicarla, come lo
era per me”, mette in evidenza Clinton con il New York Times.
Alcuni dei suoi alleati ritengono che Harris sia considerata
come un ripensamento e non come erede fi Biden. (ANSA).
