Dopo un avvio di stagione alquanto complicato e i numerosi passi falsi in campionato, la Juventus sembra aver ritrovato la strada della continuità: quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque gare, che le sono valse il quinto posto in classifica a meno cinque dal Napoli, che incontrerà il 6 gennaio, e a più due dalla Roma, con cui si scontrerà invece il 9 gennaio. Due match fondamentali per avvicinarsi sempre di più alla zona Champions e riuscire ad agguantarla, anche in base ai risultati delle concorrenti dirette, che al momento sono Napoli e Atalanta. Distaccate da tutte proseguono infatti la loro corsa scudetto l’Inter e il Milan, che al momento sembrano essere le due favorite assolute, sebbene il campionato sia ancora piuttosto lungo. Una cosa è certa: per i bianconeri “vietato sbagliare” è ormai un imperativo, perché ogni punto perso, d’ora in avanti, può essere fatale per il raggiungimento dell’obiettivo che in questo preciso momento sembra essere più realistico, ovvero il posizionamento tra le prime quattro. Perdere la zona Champions, infatti, non significherebbe soltanto rinunciare alla possibilità di competere nel torneo di maggior prestigio, ma causerebbe alla società danni di immagine ed economici dai quali faticherebbe molto a riprendersi, soprattutto considerando il fatto che già in questo momento non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori dal punto di vista aziendale. Dopo l’addio di Cristiano Ronaldo e la sostituzione di Paratici, la Vecchia Signora ha infatti dovuto affrontare conseguenze, anche fiscali, non del tutto chiare e a risentirne è stato soprattutto il mercato, che risulta essere ancora un nodo cruciale, tra rumors che fanno tremare, come quello su De Ligt lanciato dal suo stesso procuratore, e questioni irrisolte tutt’ora al centro della scena.
Dopo il passaggio del portoghese al Manchester United, peraltro avvenuto a due giorni dalla chiusura del mercato, impedendo di fatto alla Juventus di correre ai ripari, i bianconeri faticano infatti a ritrovare l’anima della squadra che, quando si ha in rosa un accentratore come CR7, va inevitabilmente perdendosi. I numeri dell’attaccante erano, come sempre, straordinari e, in più di un’occasione, hanno salvato le sorti di molte gare; ma non sono bastati a portare i bianconeri sul tetto d’Europa perché mancava evidentemente qualcosa che, come dimostrano le attuali vicissitudini, continua ad essere completamente assente, con l’aggravante di non avere più dalla propria parte quella macchina da gol capace di ribaltare ogni risultato. E, nonostante i clamorosi problemi a centrocampo e una difesa che non è da tempo la più corazzata del campionato italiano, ancora si discute quasi sempre, e solo, del contratto blindato di Dybala.

Il rinnovo dell’attaccante argentino tiene banco sui media e, soprattutto, sulle scrivanie dei dirigenti bianconeri ormai da mesi. Con la partenza di Ronaldo e il ritorno di Allegri – deciso a fare di Dybala il fulcro della squadra – il nodo pareva finalmente destinato a sciogliersi in poco tempo. E, in effetti, la trattativa sembra velocizzarsi – dopo un periodo lunghissimo fatto di controproposte, rifiuti, rilanci e tecnicismi – con un contratto che porterebbe il numero dieci juventino a guadagnare la cifra che pensa di meritare. Nell’accordo non mancano infatti diversi bonus legati sia ad obiettivi di squadra che a traguardi individuali, determinati non solo dal rendimento ma anche dal numero di presenze; insomma – per prendere in prestito la terminologia di un’altra disciplina – un vero e proprio jackpot, come quelli disponibili su piattaforme online come PokerStars Casino, che garantirebbe a Dybala di incassare fino a 10 milioni netti a stagione.
Ma siamo sicuri che tutto questo basterà? E, soprattutto, siamo davvero convinti che sia la strada giusta da intraprendere? L’argentino è indubbiamente un fuoriclasse, un talento naturale capace di fare magie con quel piede sinistro che soltanto Maradona e Messi ci hanno abituati a vedere. Ma il suo rendimento è profondamente altalenante e dipendente da umori e infortuni, peraltro piuttosto frequenti. Ha patito forse più di tutti la presenza di Ronaldo in squadra e i costanti cambi di ruolo non hanno certamente agevolato la sua produttività. Da anni si parla di lui come il nuovo Messi e si aspetta un’esplosione che, di fatto, non è mai davvero ancora arrivata. Vuole restare a Torino ma chiede tempo alla Juve; rimane dunque una domanda: per quanto tempo ancora la società sarà disposta a concederglielo?
