L’obbligo di vaccino per oltre due milioni di No vax ultracinquantenni è pronto a partire, ma già montano le polemiche per un provvedimento che – secondo Fratelli d’Italia e il Garante di M5s, Beppe Grillo – mina principi liberali e democratici. Nuvole grigie si levano sul provvedimento, tra chi critica sanzioni “troppo basse” e chi le ritiene “anti-democratiche”, in attesa che il decreto venga messo definitivamente a punto dai tecnici dei ministeri per essere poi pubblicato in gazzetta ufficiale nelle prossime ore.

Sono oltre due milioni (2.165.583) gli over 50 in Italia che non ancora ancora ricevuto alcuna vaccinazione. Il dato emerge dal report settimanale pubblicato dal Governo e aggiornato a questa mattina. In particolare nella fascia compresa tra i 50 e i 59 anni, i soggetti totalmente scoperti dal siero sono 993.463. Tra i 60 e i 69 anni sono 616.595, tra i 70 e i 79 sono 374.464 e nella fascia over 80 sono 181.061.

“L’obbligo di vaccino è stata una scelta forte e giusta, che ha l’obiettivo fondamentale di ridurre l’area dei non vaccinati”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, al Tg1, risponendo a una domanda sull’introduzione dell’obbligo di vaccinazione.

E un allarme viene lanciato dall’Anaao Assomed che chiede al governo misure straordinarie urgenti per impedire che il Servizio Sanitario sia travolto dall’esplodere del numero dei contagi Covid: “Servono subito soldi e personale per uscire dall’emergenza” ed evitare una “Caporetto sanitaria”, dice il maggiore sindacato dei medici ospedalieri. Cinque le misure nel piano d’emergenza proposto dai medici: affidare vaccini e tamponi ai 50.000 medici in formazione specialistica, permanenza volontaria dei sanitari pensionabili, aprire ai medici specialisti privi della cittadinanza italiana, riconoscere le indennità, coinvolgere maggiormente la sanità privata. Nel dettaglio, l’Anaao chiede di affidare vaccini e tamponi ai 50.000 medici in formazione specialistica con appositi contratti retribuiti; consentire al personale sanitario la permanenza in servizio, su base volontaria e per almeno 6 mesi, dopo il raggiungimento dei limiti di quiescenza anticipata; aprire tutte le forme di reclutamento ai medici specialisti privi della cittadinanza italiana, come del resto prevede la legge; valorizzare, in maniera congrua da un punto di vista economico e con risorse dedicate, le attività dei professionisti sanitari a contrasto della pandemia, anche attraverso l’indennità di rischio biologico finora negata ai medici e dirigenti sanitari; coinvolgere maggiormente strutture e personale della sanità privata nella gestione della emergenza. Medici e dirigenti sanitari, denuncia il sindacato, “con organici già ridotti al lumicino, falcidiati dai contagi al punto da rendere problematica la copertura dei turni di lavoro, letteralmente non ce la fanno più, con i problemi di sempre intrecciati a quelli creati dal Covid, che ha fatto da acceleratore di fenomeni latenti. Servono soldi e personale aggiuntivo, senza il quale semplicemente non se ne esce”.

Ed ancora: “Per evitare una Caporetto sanitaria occorrono misure urgenti dedicate all’esercito di chi rimane in trincea poichè l’enorme capacità infettiva del virus sta facendo ricadere sui pronto soccorso e erapie intensive un numero enorme di accessi, una quantità di pazienti che il sistema sanitario ha serie difficolta a gestire”. Le aziende sanitarie hanno già avviato la riconversione di interi reparti e interrotto attività ambulatoriali e chirurgiche di elezione e hanno provveduto a revocare ferie e permessi a un personale “in pieno burnout psichico e fisico, demoralizzato dopo due anni di superlavoro, esposto ad aggressioni non solo verbali, malpagato e costretto a carichi di lavoro massacranti”. La legge di bilancio, concludono i medici ospedalieri, “ha colpevolmente dimenticato le criticità di un personale che è il vero baluardo al dilagare di un virus dagli effetti disastrosi. Ora occorre rimediare con misure urgenti quanto incisive, evitando l’errore di sovrapporre il piano della politica con quello della sanità concependo le misure anti-virus come messaggi in codice per l’elettorato”.

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