LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG. In poche ore ha superato le 20mila firme la petizione online lanciata su Change.org da Salvo Amato, docente che insieme ad altri insegnanti chiede al Governo di sospendere la riapertura in presenza e di attivare invece la Dad per 2 settimane. “È partito un altro anno scolastico senza soluzioni concrete reclamate da inizio pandemia, come dotare tutte le scuole di impianti di aerazione meccanica certificata, investimenti urgenti sull’ edilizia scolastica pesante per creare spazi e ridurre le classi pollaio” spiega l’autore dell’appello. “Aprire le scuole in presenza senza alcun monitoraggio – sottolinea – è un serio rischio. Dopo due anni di pandemia ci si ritrova di nuovo allo stesso punto. Dopo un periodo di vacanze natalizie caratterizzato da una curva dei contagi senza precedenti c’è il serio pericolo che l’apertura delle scuole porti 8,5 milioni di studenti nel caos”. “La nuova variante colpisce soprattutto i bambini che ancora non sono vaccinati e gli ospedali sono al collasso e non possono ospitare altri malati”, aggiunge il promotore. “Una scuola in presenza in queste condizioni non consentirà mai di fare lezioni con serenità né di agire per il bene degli studenti” – conclude Amato – 

IL SONDAGGIO DI SKUOLA.NET. Scarso distanziamento in classe, mascherine della scuola snobbate, mezzi sovraffollati i principali. Sono i problemi del ritorno a scuola secondo gli studenti delle Superiori (circa tre mila) sentiti dal portale Skuola.net Secondo il sondaggio, solo il 15% degli studenti usa mascherine ffp2 in classe, mentre la maggior parte di quelli che indossano la chirurgica snobbano quelle fornite dalla scuola.
    Inoltre, per uno studente su due in classe non si riesce a rispettare il metro di distanza interpersonale. Il 96% afferma di seguire le lezioni su banchi di tipo tradizionale, siano essi monoposto, biposto o misti (8%); 8 su 10 confermano di ricevere periodicamente dalla scuola le mascherine chirurgiche. Tuttavia il 15%, come detto, opta per la ffp2. Mentre tra quelli che indossano la chirurgica, 3 su 4 preferiscono usare le proprie invece che quelle ricevute in dotazione.
    Il 18% non trova mai il sapone nei bagni scolastici, il 40% solo ogni tanto. In compenso per 2 studenti su 3 i gel disinfettanti sono invece presenti praticamente ovunque.
    “Un rientro a scuola così difficile non lo ricordavamo dal gennaio 2021. E’ passato un anno ma la pandemia sta mettendo di nuovo in ginocchio il sistema scolastico. Anche per via di problemi noti che continuano a indebolire i sistemi di difesa contro il virus”, afferma Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, che prosegue: “Non sempre a scuola, così come sui mezzi pubblici, si riesce a rispettare il distanziamento interpersonale di un metro. E l’ultima linea di difesa, la mascherina, non sempre è adeguata”. 

SCIOPERO DEGLI STUDENTI A CAGLIARI. Super lavoro per i presidi e tante assenze nel giorno del ritorno a scuola dei circa 200mila studenti sardi. Molte le classi vuote o ridotte a poche presenze: migliaia di ragazzi delle superiori scelto di protestare per chiedere la Dad almeno per due settimane. “L’adesione alla mobilitazione è stata massiccia dal nord al sud dell’isola – spiega all’ANSA Alessandro Frongia, del coordinamento dei rappresentanti di istituto -. Non possiamo andare in piazza per non creare assembramenti, ma ci stiamo muovendo con lettere alla Regione e al ministero dell’Istruzione per chiedere risposte e chiarimenti. Noi vogliamo andare a scuola, ma in sicurezza”. In questi giorni promosso un sondaggio compilato da quasi 20.000 studenti. “Circa il 93% – si legge in una nota – è dell’idea di posticipare il rientro a scuola in presenza alla fine di gennaio, per ovvi motivi: sperano che i contagi si abbassino e desiderano adottare una soluzione più sicura, come la Dad, almeno per questo periodo”. Tra le richieste della consulta provinciale degli studenti anche la fornitura di mascherine Ffp2 per gli alunni. Giornata impegnativa anche per i dirigenti scolastici. “Non ci sono stati – spiega all’ANSA il presidente dell’associazione presidi Massimo Depau – grandissimi problemi, ma senza dubbio il lavoro per le scuole aumenta con le nuove disposizioni: ogni classe ha una sua situazione particolare che necessità interventi su misura”.

   

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