AGI – Le prossime ore saranno decisive ma al momento il rischio è che la partita sul Quirinale, spiega un esponente del fronte del sì Draghi al Colle, si avviti. E soprattutto che un mancato accordo sul ‘trasloco’ del premier al Quirinale metta a rischio la legislatura e porti alle elezioni anticipate.

È un timore che comprende ministri, il Pd, Italia viva e tutti coloro che tra i centristi si stanno spendendo affinché si apra una vera e propria trattativa sull’esecutivo. “Prima di lasciare la casa dovrebbe assicurarsi di aver spento il gas”, è il ‘refrain’. Il premier Draghi ha ‘sondato’ i leader di partito per capire se ci sono le condizioni per un’intesa della maggioranza. “Chiede quali sono le intenzioni dei partiti”, osserva una fonte parlamentare della maggioranza.

Ma Salvini ai suoi avrebbe fatto sapere che l’incontro non avrebbe portato ad un’apertura del dialogo con il premier. Secondo il ‘Capitano’ leghista insomma Draghi non avrebbe fornito alcuna garanzia sul governo e su un patto da qui a fine legislatura. Da qui l’impasse sulla prospettiva di una convergenza su Draghi.

Anzi, il lavoro che il Movimento 5 stelle e il centrodestra starebbero portando avanti è sempre più spinto verso un’alternativa, da qui la preoccupazione del Pd. Al di là dei nomi di Casellati, Pera e in ultimo Belloni (nome circolato anche per palazzo Chigi), le altre figure che entrerebbero nella rosa di nomi restano ‘coperti’.

Il Movimento 5 stelle e il centrodestra puntano comunque a coinvolgere pure il Pd ma per ora la ‘carta’ che potrebbe essere trasversale resterebbe solo quella di Casini. Una parte del Pd è per questa prospettiva, sulla stessa lunghezza d’onda i centristi e Renzi, occorrerebbe vedere se la Lega e Fratelli d’Italia intendano aprire (e per ora no, stando a quanto riferisce un ‘big’) mentre Forza Italia non chiuderebbe.

“Proporremo una rosa di centrodestra”, è il coro unanime di Salvini e Meloni che avrebbe concordato la posizione nell’incontro tenutosi alla Camera. Sullo sfondo restano anche le ipotesi Amato e Mattarella bis, ma sarebbero entrambe in calo. Ed ecco che sale l’allarme tra chi ritiene che con un’impasse si possa a mettere a rischio non solo il governo ma anche tutto il lavoro fatto finora, a partire dal Pnrr. “Così si va alle elezioni”, spiega un esponente dem. Ma la partita entrerà nel vivo nei prossimi giorni. “Bisogna avere pazienza”, osservava oggi in Transatlantico il responsabile della Difesa, Guerini. “La partita è lunga”, la tesi.

Si rincorrono voci di una trattativa sul governo, c’è chi dice che il premier avrebbe detto no a un esponente della Lega al Viminale e che avrebbe offerto il ministero dell’Agricoltura. Indiscrezioni che fonti parlamentari della Lega negano

Il segretario del Pd Enrico Letta nel tardo pomeriggio, dopo l’incontro con Matteo Salvini, ha riunito i ministri del partito alla Camera. Tra i big dem cresce la preoccupazione per il muro della Lega e del Movimento 5 stelle su Draghi. Il presidente del Consiglio oggi ha visto Salvini e sentito Letta e Conte.

Al momento non risulta, invece – secondo quanto riferiscono fonti di FI – una telefonata con Berlusconi. Il premier – secondo fonti della maggioranza – avrebbe spiegato che occorre continuare la legislatura ma sul nodo del premier – qualora ‘traslocasse’ al Quirinale – avrebbe ribadito di voler seguire la Costituzione. Insomma, per dirla con un esponente della maggioranza, “non può dare ora indicazioni né su chi debba sostituirlo nel caso a palazzo Chigi né sui ministri”.

Saranno decisive le prossime 24 ore per capire se potrà aprirsi una convergenza sull’ex numero uno della Bce. Ma nella Lega e nel Movimento 5 stelle ‘resiste’ il no. “Non possiamo farci commissariare per sette anni”, spiega un senatore del partito di via Bellerio. Nel fronte del no a Draghi al Colle c’è il convincimento che il presidente del Consiglio, anche se non dovesse essere ‘scelto’ per il Quirinale, continuerebbe a guidare con responsabilità l’esecutivo. 

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