
(ANSA) – ROMA, 25 GEN – La Fao si dice fortemente preoccupata
dell’impatto sull’agricoltura dello strato di cenere che ha
ricoperto le colture dopo l’eruzione del vulcano a Tonga e dei
danni causati dallo tsunami alla pesca. ”La posta in gioco non
potrebbe essere più alta per gli agricoltori e i pescatori di
questa nazione insulare del Pacifico meridionale” sottolinea la
Fao.
Le stime iniziali indicano che circa 12.000 famiglie, l’85
per cento del numero totale di persone che vivono di agricoltura
, sono state colpite da questo disastro, ha rilevato il
coordinatore della FAO per le isole del Pacifico, Xiangjun Yao.
La cenere caduta può avere, infatti, gravi effetti sulle colture
e sul bestiame, a seconda dello spessore dello strato di polvere
e dell’intensità delle precipitazioni successive e della
disponibilità di mangime e acqua non contaminati. L’inondazione
di acqua salata, seguita allo tsunami, inoltre ha interessato i
terreni agricoli, e la possibilità di piogge acide è una
ulteriore preoccupazione. Stime preliminari della FAO indicano
che il 60-70 per cento delle famiglie che allevano bestiame,
soprattutto suini e pollame, hanno avuto gli animali colpiti in
qualche modo dall’eruzione del vulcano. Anche l’impatto previsto
sulla pesca è motivo di preoccupazione. I danni alle rampe e
alle barche sono già evidenti e molte delle scogliere costiere e
delle lagune su cui insiste la pesca nella regione sono state
danneggiate o inquinate dalla cenere e dai detriti, oltre che
dai rifiuti dello tsunami.
Anche prima di quest’ultima eruzione del vulcano Hunga Tonga
Hunga Ha’apai, la Fao evidenzia come circa il 23 per cento della
popolazione di Tonga era colpita da insicurezza alimentare da
moderata a grave. Il paese, uno dei 14 Piccoli Stati Insulari del Pacifico è. infatti, tra i più soggetti a disastri nel
mondo, tra cui cicloni, siccità (incluso El Niño) ed eruzioni
vulcaniche. (ANSA).
