
(ANSA) – WASHINGTON, 06 GIU – Addio a Barry Sussman, il capo
dei due leggendari reporter del Watergate Bob Woodward e Carl
Bernstein. La causa della morte, avvenuta nei giorni scorsi a
quasi 50 anni dallo scandalo, è stata una apparente emorragia
gastrointestinale, ha riferito la figlia.
Fu Sussman, dal 1965 responsabile del desk metropolitano
del Washington Post con 40-45 cronisti, a scegliere quella che
poi è diventata la coppia di giornalisti più famosa della storia
del giornalismo, inscindibili a tal punto da venir chiamati con
un unico nome: Woodstein. All’epoca Woodward aveva 29 anni e
lavorava da soli 9 mesi al Post ma si era già distinto per la
sua inesauribile etica del lavoro e il suo zelo investigativo,
anche se non eccelleva nella scrittura. Fu il primo ad essere
chiamato nella newsroom dopo l’arresto il 17 giugno 1972 di
cinque persone per l’irruzione nel quartier generale democratico
nel complesso del Watergate. Poi Sussman gli affiancò il
coetaneo ma più esperto Bernstein, di cui apprezzava le doti di
reporter e la scrittura.
Sussman ebbe un ruolo chiave nel sostenere e coordinare le
indagini dei suoi due reporter, anche se la sua figura appare
marginale nel leggendario film “Tutti gli uomini del
presidente”. Ma Woodward e Carl Bernstein gli hanno sempre
riconosciuto grandi meriti: “Più di ogni altro responsabile al
Post, o di Bernestein e Woodward, Sussman diventò un compendium
vivente delle conoscenze del Watergate, una fonte di riferimento
da consultare quando anche la biblioteca falliva”, hanno scritto
di lui nel loro libro “All the President’s Men”, cui si ispirò’
il film. (ANSA).
