Remo Ruffini, visionario presidente e amministratore delegato di Moncler, ha un’idea: anziché scegliere un solo designer a cui affidare la creatività di una special collection per più stagioni, creare un hub di menti eccezionali capaci di operare insieme pur continuando a coltivare la propria individualità. Nasce così nel 2018 Moncler Genius, l’universo in cui convivono stilisti molto diversi tra loro (da Pierpaolo Piccioli a Craig Green, a Hiroshi Fujiwara), ciascuno intento a definire la propria visione di Moncler che si alterna ciclicamente negli store del marchio, creando così un continuo interesse. Nel tempo, alcuni si sono alternati lasciando spazio a nomi nuovi, tra cui Jonathan Anderson, che la fashion community ama pazzamente per la sua etichetta JW Anderson e per la sterzata supercool che ha impresso a Loewe, di cui è direttore creativo dal 2013.
Il terzo capitolo di 1 Moncler JW Anderson è arrivato il 9 giugno e lo stilista irlandese ne va fiero perché, come sempre più spesso gli accade, al messaggio fashion riesce a incorporare riflessioni quasi filosofiche, senza che i capi perdano di immediatezza. Nell’equilibrio tra complessità e freschezza, gioca un ruolo importante il concetto di astrazione, attraverso cui scatena un processo di creatività senza limiti, dove la potenza visiva esplode in accenti naïf.
