AGI – Via libera alla riforma del regolamento del Senato con 210 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti. Il testo proposto dalla giunta per il regolamento è stato emendato in alcune sue parti ed entrerà in vigore a partire dalla prossima legislatura, la diciannovesima. Una riforma resa necessaria dalla legge che ha disposto la riduzione del numero dei parlamentari.

Rimane incompiuta, salvo sorprese, la riforma del regolamento della Camera dove le modifiche sarebbero dovute essere approvate a giorni. Lo scioglimento anticipato delle Camere ha fermato i lavori: ci sono vincoli di carattere normativo che rendono difficile che il testo di riforma che giace a Montecitorio possa essere approvato.

Le modifiche al regolamento possono avere il via libera a Camere sciolte solo all’unanimità ed è difficile che la giunta riesca a essere convocata a brevissimo e a pronunciarsi all’unanimità. Non solo: una volta approvate dalla giunta, serve la maggioranza assoluta in aula. Il testo della Camera conteneva norme contro il trasformismo e per consolidare il rapporto tra le liste e le proiezioni istituzionali delle liste, che sono i gruppi parlamentari.

Una norma, quest’ultima, che mirava al rispetto del patto fra elettori ed eletti. Con l’entrata in vigore del taglio dei parlamentari, dalla prossima legislatura cambierà anche il regolamento del Senato. Dopo il voto del 25 settembre, in Aula ci saranno duecento senatori, più quelli a vita, contro i 315 attuali. Una ‘sforbiciata’ che ha reso necessario rivedere molte delle norme che regolano i lavori di Palazzo Madama.

Come cambiano le commissioni

Le novita’ piu’ consistenti – che devono essere ancora approvate dall’Assemblea – riguardano le commissioni permanenti; non saranno più 14 ma dieci. Alcune sono state accorpate, altre hanno assunto nuove e ulteriori competenze.

La prima, la commissione Affari costituzionali, si occuperà delle materie concernenti gli affari della Presidenza del Consiglio e dell’Interno, dell’ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, e dalla prossima legislatura anche dei temi dell’editoria e della digitalizzazione. Non cambiano le materie della commissione Giustizia, mentre Esteri e Difesa si uniscono in un’unica commissione. Alle sedute della commissione Politiche dell’Unione europea (la quarta) potranno essere invitati, senza diritto di voto, anche i membri del Parlamento europeo che “potranno formulare osservazioni e proposte con riguardo ai lavori della Commissione”. La quinta e la sesta commissione Altri accorpamenti riguardano le commissioni Ambiente e Lavori pubblici, le commissioni Industria e Agricoltura, nonche’ le commissioni Lavoro e Sanita’. 

I nuovi gruppi

Profondamente modificata anche la disciplina della composizione dei Gruppi, per ‘attutire’ la riduzione del numero dei senatori e per contrastare il fenomeno dei cambi di casacca. “Ciascun Gruppo, ad esclusione del Gruppo misto e del Gruppo rappresentativo delle minoranze linguistiche, dovrà essere composto da sette senatori in luogo di dieci e rappresentare un partito o movimento politico – eventualmente anche in coalizione – che alle ultime elezioni abbia presentato candidati con lo stesso contrassegno, conseguendo l’elezione di almeno un senatore”, si legge nella relazione che presenta le novita’ che saranno votate dall’Aula. Resta la possibilita’ di costituire Gruppi di coalizione elettorale, cosi’ come la possibilita’ di costituire, anche in seguito, Gruppi autonomi da parte di ciascuna componente della coalizione stessa.

“La proposta della Giunta – si legge ancora nel documento – consente la costituzione di nuovi Gruppi in corso di legislatura, purche’ composti da almeno dieci senatori e rappresentativi di un partito o un movimento politico – del quale assumono il contrassegno – che nella legislatura abbia presentato alle elezioni politiche, regionali o del Parlamento europeo propri candidati, conseguendo l’elezione di propri rappresentanti”.

Soli e senza un gruppo

Viene poi per la prima volta prevista la possibilita’ di non essere iscritti ad alcun Gruppo parlamentare. Sia i senatori che si dimettono dal Gruppo di appartenenza, sia i senatori espulsi, salvo che entro tre giorni abbiano aderito ad altro Gruppo gia’ costituito, non risulteranno iscritti ad alcun Gruppo. “A tale categoria vengono comunque garantiti adeguati spazi di intervento e la relativa assegnazione alle Commissioni parlamentari e’ disposta dal Presidente del Senato, nel rispetto del rapporto tra maggioranza e opposizione”. Per arginare quella che i relatori definiscono “la mobilita’ parlamentare”, il nuovo Regolamento prevede che i componenti dell’Ufficio di Presidenza che lasciano il Gruppo “al quale appartenevano al momento dell’elezione decadono dall’incarico”, una norma che si applica “a tutti gli organi collegiali del Senato”.

La Giunta delle elezioni e delle immunità

Novita’, infine, anche per la Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari. La composizione scende da 23 senatori a 19, ed e’ presieduta da un Senatore che la Giunta elegge fra i propri membri appartenenti ai Gruppi di opposizione. “Il requisito dell’appartenenza ai Gruppi di opposizione deve permanere per tutta la durata della carica di Presidente, a pena di decadenza dalla carica stessa. Il componente della Giunta che cessa di far parte del Gruppo al quale apparteneva al momento della nomina decade dall’incarico. In tal caso il Presidente del Senato provvede a sostituirlo”. e Finanze) non subiscono cambiamenti, a differenza della settima che cambia denominazione in ‘Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport’.
 

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