AGI – Il centrodestra ha quasi ultimato lo schema dei collegi, ne ‘ballano’ – spiega chi ha partecipato al tavolo – ancora una decina, in attesa che si definisca il quadro al centro della coalizione e di ulteriori valutazioni sui ‘recuperi’.

Si partiva da numeri già concordati: a FdI 98 seggi, 70 alla Lega, 42 a Forza Italia, 11 a Noi con l’Italia e Brugnaro (sono diventati 13 con Italia al centro).

Con l’incognita dell’Udc, perché Forza Italia ha aperto le porte al partito di Cesa e De Poli ma solo all’interno della lista azzurra.

Un nodo che non sarebbe ancora stato sciolto al tavolo, per di più il tentativo in corso su input di ‘Italia al centro’ di Toti è quello di costituire un unico schieramento dei ‘moderati’ della coalizione.

Il passo avanti riguarda la distribuzione dei collegi. Divisi per fasce. Quelli in A sono i più sicuri, in B gli incerti e quelli in C gli insicuri.

Lo schema al quale hanno lavorato in questi giorni gli ‘sherpa’ del centrodestra certifica il ‘derby’ che ci sarà al Nord tra la Lega e Fdi.

La Lega, secondo quanto si apprende, conserverà un vantaggio in Lombardia e in Veneto; nelle altre regioni del Settentrione ci sarà equilibrio, con maggiore prevalenza di Fdi che avrà la maggioranza dei collegi anche in alcune regioni ‘chiave’ come il Lazio e la Sicilia, mentre FI ‘prevarrà’ in Calabria e potrà contare su una buona quota in Campania.

Il criterio è stato scelto sulla base di alcuni sondaggi regionali ma anche del risultato delle ultime Politiche.

Il partito che ha una maggiore rappresentanza in una determinata regione conterà di più in termini di collegi. Fermo restando che le proporzioni riguardo allo schema iniziale sono state rispettate.

Resta il convincimento nel centrodestra, soprattutto dopo la rottura del patto tra Letta e Calenda, che tranne alcuni collegi delle regioni rosse e dell’Alto Adige sul resto la partita si gioca in vantaggio.

“Basta non sprecarlo”, sottolinea un esponente di primo piano dell’alleanza. Scenderanno in campo negli uninominali anche i big.

Domani intanto verrà presentato il simbolo di Forza Italia (comparirà il nome di Berlusconi e nel logo ci sarà un riferimento al Ppe) e verrà definito il programma.

Il tavolo è previsto per il pomeriggio, i 15 punti saranno poi consegnati ai leader del centrodestra che probabilmente illustreranno il piano di governo in una conferenza stampa la prossima settimana.

Per quanto riguarda le regole di ingaggio oggi il presidente di Fdi, Meloni, è tornato a ribadire il principio della leadership: “Il partito che prende più voti in una coalizione propone al presidente della Repubblica la figura che vorrebbe fosse indicata come premier”, per Fdi “il nome sono io, perché non dovrebbe esserlo? La cosa che non capisco è: perché la Meloni no? Io penso che chi vota Fratelli d’Italia voti in quest’ottica”.

Mentre Salvini ha frenato sulla necessità di presentare i nomi del futuro governo, qualora il centrodestra dovesse vincere le elezioni, prima delle elezioni.

I nomi – ha affermato – arriveranno dopo il 25 settembre. Il segretario del partito di via Bellerio ha rilanciato pure sulla flat tax (la Lega sta organizzando un evento a Milano il 17 settembre, il giorno prima di Pontida): “Vogliamo estendere la flat tax al 15% anche ai lavoratori dipendenti”, ha annunciato, “nell’arco dei 5 anni si può fare”.

Lo scontro con il centrosinistra è sul fronte dell’immigrazione e sul fisco. “Non approveremo mai, in modo assoluto, un’imposta patrimoniale sulla casa, un’imposta patrimoniale sui risparmi, un’imposta sulle successioni e sulle donazioni”, assicura Berlusconi.

‘Tranchant’ anche Salvini: “A sinistra propongono più tasse mentre il centrodestra a guida Lega ne propone di meno“.

Per quanto riguarda il dossier candidature da giorni circola l’eventualità di un ritorno degli ex ministri Tremonti e Terzi di Sant’Agata nelle fila di Fdi, il nome del patron della Lazio Lotito (in quota Fdi o FI) e del sottosegretario Freni, dell’ex candidata vicesindaco a Roma Matone e della giornalista Maglie per il partito di via Bellerio.

Ma le carte restano coperte, anche perché la richiesta dei posti al sole è altissima. 

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