Stromboli, il «decalogo» per abitanti e turisti: «Tenete il cellulare carico e state lontano dalle finestre»

Allerta a livello arancione, ma la fase parossistica sembra diminuita. Le indicazioni della Protezione civile

Stromboli non è solo uno dei vulcani siciliani, assieme all’Etna, in persistente stato d’attività, è anche tra le strutture vulcaniche più imprevedibili del globo terrestre. Le sue dinamiche di risalita del magma sono fra le più originali del mondo, è una dimensione sorprendente sul piano scientifico e affascinante sul piano estetico-naturalistico. La nuova eruzione che sta attirando l’attenzione mediatica a livello nazionale viene studiata con il consueto rigore scientifico. E non è affatto casuale che l’allerta sia stata alzata al livello arancione.

Le autorità competenti hanno prodotto un documento pubblico in cui vi è anche l’indicazione ai cittadini a non uscire di casa. Cosa sta accadendo nel cuore di Stromboli? Di sicuro vi è – come afferma lo scienziato Marco Viccaro – che «il sistema di alimentazione superficiale è stato rifornito, già a partire dai primi di settembre, con un certo volume di nuovo magma meno degassato e proveniente da porzioni più profonde». L’imponente colata lavica di domenica, con i crolli e le caratteristiche nubi di fumo accentuate dal contatto con l’acqua del mare, ha portato al livello arancione di allerta. Dalle nuove rilevazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Osservatorio Etneo, è emerso che «durante la notte si sono osservati modesti crolli presumibilmente dovuti all’erosione dei canali dei flussi lavici che si sovrapponevano. Dalle osservazioni sul terreno da parte del personale Ingv risulta che continuano i crolli e i flussi lavici, poco alimentati, non raggiungono più il mare e si attestano a metà costa a circa 400 m sul livello del mare». Importante comprendere anche quello che avviene sul piano sismico. Sempre da fonte Ingv viene evidenziato che: «Nelle ultime 24 ore, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato varie fluttuazioni, oscillando, principalmente, nei livelli medio-basso e medio-alto, ed ha raggiunto il livello dei valori alti tra le 10 e le 11 UTC e intorno alle 16:30 UTC di ieri (tra le 12 e le 18,30 di domenica, ndr). Attualmente, l’ampiezza del tremore si attesta nel livello medio-basso. I sismogrammi registrati mostrano la presenza di occasionali segnali possibilmente associabili a rotolamento di materiale».

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Marco Viccaro, docente di Geochimica e vulcanologia all’ateneo di Catania nonché presidente dell’Associazione italiana di vulcanologia, spiega al Corriere della Sera : «Nel corso delle ultime due settimane il vulcano Stromboli sta mostrando una vivacità eruttiva a seguito del fatto che il sistema di alimentazione superficiale è stato rifornito, già a partire dai primi di settembre, con un certo volume di nuovo magma meno degassato e proveniente da porzioni più profonde. Di questo c’è chiara evidenza nei dati di monitoraggio dei gas, soprattutto CO2 e SO2, acquisiti dall’Ingv. Nella dinamica del vulcano sono dunque naturali conseguenze sia l’incremento dell’attività esplosiva registrato tra il 25 e il 29 settembre sia i trabocchi lavici del 3, 4 e 9 ottobre. Questi trabocchi dalla terrazza craterica hanno prodotto colate laviche discretamente alimentate, che per qualche ora si sono riversate nella Sciara del fuoco con i fronti che sono riusciti a raggiungere la linea di costa. Nella mattinata del 9 ottobre, in particolare, si è verificato un crollo con produzione di una frana di materiale incandescente a seguito di un aumento del tasso di emissione nell’area craterica settentrionale. Gli eventi di domenica mattina, per quanto spettacolari, sono comunque anch’essi da inquadrare nella dinamica del vulcano».

Aggiunge Viccaro: «La terrazza craterica e la Sciara del fuoco sono due elementi morfo-strutturali che caratterizzano il versante nord-orientale del vulcano Stromboli. In concomitanza di attività effusiva e messa in posto di colate laviche questo versante accentua la sua instabilità e si possono produrre crolli più frequenti. È importante ribadire che se le fasi di ricarica profonda hanno la capacità di destabilizzare l’ordinaria attività eruttiva del vulcano, è altrettanto vero che le fenomenologie potenzialmente più pericolose si sviluppano a seguito di eventi talvolta del tutto accidentali. Nel caso del 9 ottobre una frana di materiale incandescente dovuta alla rapida sovrapposizione di flussi su un versante molto ripido, in altri casi esplosioni maggiori e parossistiche se ad esempio cambia la geometria dei condotti o essi si ostruiscono parzialmente».

Stromboli è un vulcano sui generis. Il professor Viccaro ha dedicato studi che hanno mostrato i segreti del funzionamento interno di Stromboli e in particolar modo le modalità di innesco delle eruzioni. Viccaro spiega: «Il meccanismo di funzionamento delle eruzioni parossistiche di Stromboli non è legato solo al classico schema eruttivo con il magma che parte dal basso, dai livelli più profondi del sistema di alimentazione del vulcano, ma è dovuto anche a processi ‘top-down’ -dall’alto al basso- spesso del tutto accidentali. Questi fenomeni possono essere dovuti ad esempio a ostruzioni momentanee dei condotti superficiali oppure a repentine modifiche della geometria dei condotti stessi. La straordinarietà di questi fenomeni è anche la loro tempistica. Ovvero, la soglia critica per l’attivazione di eruzioni parossistiche si può raggiungere da decine di secondi a tre minuti». Stromboli è dunque uno dei vulcani più originali ed imprevedibili del globo terrestre.

La serietà della situazione a Stromboli si comprende dal fatto che il dipartimento della Protezione civile della Regione ha diffuso il decalogo per i residenti per mettersi al sicuro ricordando che, in caso di eruzione, ci può essere ricaduta di cenere, pietre, massi ma anche onde di maremoto. Fra le indicazioni per gli abitanti vi sono quelle di non uscire da casa e allontanarsi da porte e finestre, in quanto lo spostamento d’aria causato da eventuali esplosioni potrebbe rompere i vetri, e ripararsi sotto un tavolo o un muro più spesso evitando di ricoverarsi sotto verande e tettoie; proteggersi la testa, la bocca, il naso e gli occhi dalla cenere, cercando riparo possibilmente all’interno di un edificio in caso di pericolo; allontanarsi rapidamente dalla costa verso il largo se ci si trovi in barca; attendere il personale addetto ai soccorsi che provvederà al trasporto in area sicura se a mobilità ridotta; a ssicurarsi di avere con sé un cellulare con batteria carica e luce di emergenza a batteria. Per le richieste di soccorso chiamare il 112.

Fonte foto in copertina Flickr.com

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