AGI – Il governo si presenta al Parlamento. Dopo la campagna elettorale estiva, l’elezione dei presidenti del Senato e della Camera e il giuramento del nuovo esecutivo, è arrivato il giorno della fiducia.

Il timing della giornata è stato fissato dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Giorgia Meloni ha iniziato il suo discorso programmatico nell’Aula della Camera alle 11.

“Sono intervenuta molte volte in quest’aula, da parlamentare, da vice presidente della Camera e da Ministro della Gioventù. Eppure la sua solennità è tale che non sono mai riuscita a intervenire senza un sentimento di emozione e di profondo rispetto. Vale a maggior ragione oggi, che mi rivolgo a voi in qualità di presidente del consiglio per chiedervi di esprimervi sulla fiducia a un governo da me guidato. Una grande responsabilità per chi quella fiducia deve ottenerla e meritarsela e una grandissima responsabilità per chi quella fiducia deve concederla o negarla. Sono i momenti fondanti della nostra democrazia ai quali non dovremmo mai assuefarci, e ringrazio fin da ora chi si esprimerà secondo le proprie convinzioni, qualsiasi sia la scelta che farà”.

“Un sincero ringraziamento va al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel dare seguito all’indicazione chiaramente espressa dagli italiani lo scorso 25 settembre, non ha voluto farmi mancare i suoi preziosi consigli”, ha aggiunto.

  • 11:43

    Resteremo al governo 5 anni. Libereremo le migliori energie della nazione

    Il centrodestra vuole “essere maggioranza parlamentare e compagine di governo. Per 5 anni. Facendolo al meglio delle nostre possibilità, anteponendo sempre l’interesse dell’Italia a quello di parte e di partito. Non utilizzeremo il voto di milioni di italiani per sostituire un sistema di potere con un altro diverso e contrapposto”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento alla Camera per il voto di fiducia.
    “Il nostro obiettivo è liberare le migliori energie di questa nazione e di garantire agli italiani, a tutti gli italiani, un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere, sicurezza. E se per farlo dovremo scontentare alcuni potentati, o fare scelte che potrebbero non essere comprese nell’immediato da alcuni cittadini, non ci tireremo indietro. Perché il coraggio, di certo, non ci difetta”, aggiunge.
    “Ci siamo presentati in campagna elettorale con un programma quadro di governo della coalizione e con programmi più articolati dei singoli partiti. Gli elettori hanno scelto il centrodestra e all’interno della coalizione hanno premiato maggiormente determinate proposte rispetto ad altre. Manterremo quegli impegni, perché il vincolo tra rappresentante è rappresentato è la base di ogni democrazia. So bene che ad alcuni osservatori e alle forze politiche di opposizione non piacciono le nostre proposte, ma non intendo assecondare quella deriva secondo la quale la democrazia appartiene a qualcuno più che a qualcun altro, o che un esito elettorale sgradito non vada accettato e ne vada invece impedita la realizzazione con qualsiasi mezzo”, conclude. 

  • 11:40

    Da Jotti, Corbella, Cristoforetti. Il ‘pantheon’ di Meloni

    “Tra i tanti pesi che sento gravare sulle mie spalle oggi non può non esserci anche quello di essere la prima donna a capo del governo in questa nazione. Quando mi soffermo sulla portata di questo fatto, mi trovo inevitabilmente a pensare alla responsabilità che ho nei confronti di tutte quelle donne che in questo momento affrontano difficoltà per affermare il proprio talento o, più banalmente, il diritto a vedere apprezzati i loro sacrifici quotidiani. Ma penso anche con riverenza a coloro che hanno costruito con le assi del loro esempio la scala che oggi consente a me di salire e di rompere il pesante tetto di cristallo che sta sulle nostre teste”. Giorgia Meloni dedica questo passaggio alla sua esperienza di prima donna presidente del Consiglio.
    E allora, Meloni enuncia un pantheon bipartisan, al femminile, quello di “donne che hanno osato, per impeto, per ragione, o per amore”, declinato in Aula con i soli nomi di battesimo ma qui accompagnati dai cognomi, per quanto alcuni siano facilmente intuibili: “Come Cristina Trivulzio di Belgioioso, elegante organizzatrice di salotti e barricate. O come Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia. Come Alfonsina Strada, che pedalò forte contro il vento del pregiudizio. Come Maria Montessori o Grazia Deledda che con il loro esempio spalancarono i cancelli dell’istruzione alle bambine di tutto il Paese.
    E poi Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini, Oriana Fallaci, Ilaria Alpi, Mariagrazia Cutuli, Fabiola Giannotti, Marta Cartabia, Elisabetta Casellati, Samantha Cristoforetti, Chiara Corbella Petrillo”.
    A loro Meloni dice “grazie per avere dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io”. 

  • 11:39

    “Serve il semipresidenzialismo alla francese”

    “Siamo fermamente convinti del fatto che l’Italia abbia bisogno di una riforma costituzionale in senso presidenziale, che garantisca stabilità e restituisca centralità alla sovranità popolare. Una riforma che consenta all’Italia di passare da una “democrazia interloquente” ad una “democrazia decidente””. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni alla Camera.
    “Vogliamo partire dall’ipotesi di semipresidenzialismo sul modello francese, che in passato aveva ottenuto un ampio gradimento anche da parte del centrosinistra, ma rimaniamo aperti anche ad altre soluzioni”, aggiunge.

  • 11:38

    Non ci sono ritardi nel Pnrr, concorderemo gli aggiustamenti con l’Ue

    “Spenderemo al meglio i 68,9 miliardi a fondo perduto e i 122,6 miliardi concessi a prestito all’Italia dal Next Generation EU. Senza ritardi e senza sprechi, e concordando con la Commissione europea gli aggiustamenti necessari per ottimizzare la spesa, alla luce soprattutto del rincaro dei prezzi delle materie prime e della crisi energetica. Perché queste materie si affrontano con un approccio pragmatico, non ideologico”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni alla Camera.

  • 11:34

    Il siparietto tra Meloni a Salvini: “così finiamo alle tre’

    Piccolo siparietto tra la premier Giorgia Meloni e il viceprmier Matteo Salvini, seduto alla sua destra nei banchi del governo alla Camera. La premier ha appena citato e ringraziato le Forze armate e subito scatta l’applauso e la standing ovation dei deputati del centrodestra e dei ministri. Salvini si avvicina a Meloni che, sorridendo, gli dice: “Così finiamo alle tre….”, riferendosi agli applausi che la ‘costringono’ a interrompere l’intervento. Parole udibili dal microfono aperto posto davanti a Meloni. 

  • 11:31

    Siamo nel pieno di una tempesta, ma la nave Italia è solida

    “Siamo nel pieno di una tempesta, con un’imbarcazione che ha subito diversi danni, e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata. Eravamo consapevoli di quello che ci aspettava, come lo sono tutte le altre forze politiche, anche quelle che governando negli ultimi dieci anni hanno portato un peggioramento di tutti i principali fondamentali macroeconomici, e oggi diranno che hanno le ricette risolutive e sono pronte a imputare al nuovo governo, magari con il supporto di mezzi d’informazione schierati, le difficoltà che l’Italia affronta”, dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni alla Camera.
    “Eravamo consapevoli del macigno che ci stavamo caricando sulle spalle, e ci siamo battuti lo stesso per assumerci quella responsabilità. Perché? In primo luogo perché non siamo abituati a fuggire di fronte alle difficoltà, e in secondo luogo perché sappiamo che la nostra imbarcazione, l’Italia, con tutte le sue ammaccature, rimane “La nave più bella mondo”, per riprendere la celebre espressione usata dalla portaerei americana Independence quando incrociò la nave scuola italiana Amerigo Vespucci. Una imbarcazione solida, alla quale nessuna meta è preclusa, se solo decide di riprendere il viaggio. Allora noi siamo qui per ricucire le vele strappate, fissare le assi dello scafo e superare le onde che si infrangono su di noi. Con la bussola delle nostre convinzioni a indicarci la rotta verso la meta prescelta, e con un equipaggio capace di svolgere al meglio i propri compiti”, ha aggiunto.

  • 11:26

    Grazie a Mattarella per i consigli

    “Un sincero ringraziamento va al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel dare seguito all’indicazione chiaramente espressa dagli italiani lo scorso 25 settembre, non ha voluto farmi mancare i suoi preziosi consigli”, ha aggiunto.

  • 11:25

    “Cedere al ricatto di Putin aggraverebbe problema energetico”

    “La guerra ha aggravato la situazione già molto difficile causata dagli aumenti del costo dell’energia e dei carburanti. Costi insostenibili per molte imprese, che potrebbero essere costrette a chiudere e a licenziare i propri lavoratori, e per milioni di famiglie che già oggi non sono più in grado di fare fronte al rincaro delle bollette. Ma sbaglia chi crede sia possibile barattare la libertà dell’Ucraina con la nostra tranquillità”. Giorgia Meloni lo sottolinea nel suo discorso di fiducia alla Camera. “Cedere al ricatto di Putin sull’energia non risolverebbe il problema, lo aggraverebbe aprendo la strada ad ulteriori pretese e ricatti, con futuri aumenti dell’energia ancora maggiori di quelli che abbiamo conosciuto in questi mesi”, avverte. 

  • 11:23

    “Siamo vicini al valoroso popolo ucraino. La libertà ha un costo”

    “La libertà ha un costo, l’Italia continuerà ad essere partener del valoroso popolo ucraino che si oppone all’aggressione della Russia” non soltanto “perché non possiamo accettare la guerra ma anche perché è il modo migliore di fare il nostro interesse nazionale” ha detto il presidente del Consiglio.

  • 11:22

    Standing ovation (anche dei ministri) per le Forze armate

     Lungo applauso e standing ovation del centrodestra nell’Aula della Camera (si alzano in piedi anche i ministri) per le Forze armate, citate e ringraziate dalla premier Giorgia Meloni in un passaggio del suo discorso programmatico. “La Patria vi sara’ sempre riconoscente”, ha sottolineato Meloni. 

  • 11:21

    Meloni, l’Ue è una casa comune non un circolo elitario

    “L’Italia farà sentire forte la sua voce in Europa come si conviene a una grande nazione fondatrice, non per sabotare ma per un approccio più vicino ai cittadini. La Ue non è circolo elitario con soci di serie A e di serie B, o un Cda che deve tenere i conti in ordine, ma una casa comune per affrontare sfide che gli stati membri difficilmente possono affrontare da sole. Su questo la Ue spesso non si è fatta trovare pronta”, aggiunge Meloni.

  • 11:16

    Meloni: manterremo gli impegni con coraggio, non ci tireremo indietro

     “Se dovremmo scontentare alcuni potentati o fare scelte che non possono essere condivise da alcuni cittadini non ci tireremo indietro perche il coraggio non ci difetta. Manterremo gli impegni presi con i cittadini” dice Meloni.

  • 11:15

    Applausi dell’Aula a Mattarella e Draghi

    Due lunghi applausi dell’Aula della Camera per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e per l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi, entrambi citati e ringrziati dalla premier Giorgia Meloni, in un passaggio dell’intervento programmatico.

  • 11:14

    Basta con l’anomalia italiana, oggi al via un governo politico

    “Il mio ringraziamento va al popolo italiano, con il rammarico per i tantissimi che hanno rinunciato al voto, cittadini che ritengono inutile il loro voto perché tanto poi si decide nei palazzi o nei circoli esclusivi. Noi oggi interrompiamo questa grande anomalia italiana, dando vita a un governo politico pienamente rappresentativo della volontà popolare”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla Camera per la fiducia.

  • 11:12

    Con Draghi un passaggio consegne da grande democrazie

    Giorgia Meloni ringrazia Mario Draghi per il suo operato “a livello nazionale e internazionale” e perché “ha offerto tutta la sua disponibilità nel passaggio di consegne, veloce e sereno anche se per ironia della sorte a un governo guidato dall’unico partito di opposizione a quello da lui presieduto”.
    “Si è molto ricamato – dice il presidente del Consiglio nel suo dicorso sulla fiducia – su questo aspetto ma non c’è nulla di strano. Così dovrebe essere sempre, cosi è nelle grandi democrazie”. 

  • 11:11

    Meloni, non intendiamo perdere tempo

     “La situazione non consente di dubitare e di perdere tempo. E noi non intendiamo farlo”. 

  • 11:11

    Al fianco di Meloni i due vicepremier

    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta svolgendo in Aula della Camera il suo discorso programmatico sul quale chiederà la fiducia al Parlamento. Al suo fianco siedono, sui banchi del governo, i due vicepremier: Antonio Tajani alla sua sinistra e Matteo Salvini alla sua destra. 

    Al fianco di Meloni i due vicepremier
  • 11:09

    Meloni, la fiducia è responsabilità, mai assuefarsi alla democrazia

    “Sono intervenuta molte volte in quest’aula, da deputato e da ministro”, con “un sentimento di emozione e di profondo rispetto. Vale a maggior ragione oggi che mi rivolgo a voi da Presidente del Consiglio. È una grande responsabilità per chi quella fiducia deve meritarsela e per chi deve concederla. Sono i momenti fondamentali della nostra democrazia alla quale non dobbiamo mai mai assuefarci”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgio Meloni, intervenendo alla Camera.

  • 11:04

    Al via la seduta sulla prima fiducia al governo Meloni

    Al via la seduta dell’Aula della Camera sulla fiducia al governo guidato da Giorgia Meloni. 

  • 10:51

    Si riempie il Transatlantico, attesa per l’esordio di Meloni

    Si va via via riempiendo il Transatlantico della Camera per ascoltare il discorso programmatico della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, attesa alla prima prova della fiducia da parte dell’Aula. Ministri, deputati e giornalisti affollano il lungo corridoio dei ‘passi perduti’, in attesa dell’arrivo della premier, che alle 11 interverra’ in Aula. Alcuni neo titolari di dicastero non nascondono l’emozione, così come i deputati alla prima esperienza: sobri i look prescelti, dove predomina il nero e il blu scuro.
    Dopo l’intervento di Meloni, alle 12 circa, la seduta sarà sospesa per consentire alla premier di recarsi al Senato per depositare il testo scritto. Alle 13 riprenderanno i lavori dell’Aula con la discussione generale, che proseguirà fino alle 17. Le repliche di Meloni sono previste tra le 17 e le 17,30. Dalle 17,30 e fino alle 19 si svolgeranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. Infine, la ‘chiama’ avra’ inizio dalle 19. L’esito del voto di fiducia è atteso intorno alle 20-20,30. Domani tocchera’ al Senato.

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