Ema Stokholma, l’infanzia difficile per la madre violenta e la rinascita in Italia
Ora conduttrice e speaker radiofonica, Ema Stokholma ha alle spalle un passato traumatico: la madre la picchiava quotidianamente quando era poco più che una bambina, tanto da sperare che morisse. Il fratello Gwendal era l’unico testimone della violenza. A 15 anni la fuga da casa e il tentativo (fallito) di ricucire il rapporto con il padre.
Conduttrice radiofonica e televisiva, in passato modella, scrittrice e anche ballerina a Ballando con le Stelle. Ema Stokholma, pseudonimo di Morwenn Moguerou, negli anni sta trovando la sua strada. Francese d’origine ma naturalizzata italiana, ha alle spalle un difficile passato che ha scelto di raccontare pubblicamente nel suo libro, Per il mio bene. Quando era poco più che una bambina, la madre la picchiava ogni giorno e la insultava, tanto da volerla morta. Anni e ricordi terribili a cui ha deciso di dire basta quando aveva 15 anni, scappando a Roma dal padre, fino a quel momento pressoché assente. In Italia poi un nuovo inizio, prima come modella e poi come speaker radiofonica.
Ema Stokholma ha vissuto un’infanzia difficile, fatta di violenza e insulti da parte della madre dalla quale non si è mai sentita amata. Una donna travolta dal dolore generato da un abbandono, che ha trasformato i suoi figli nel bersaglio della propria rabbia. “I miei primi ricordi sono violenti. Non ricordo un abbraccio, un sorriso, una pacca sulla spalla. Mi ricordo solo botte, insulti e umiliazioni. Mia madre era incinta quando mio padre se ne è andato. Il dolore, la disperazione e la solitudine l’hanno fatta impazzire”, ha raccontato la conduttrice nel 2021, ospite del programma Venus di Lorella Boccia.
Ema ha raccontato anche che la madre aveva “molti problemi mentali”, ma non ha mai ricevuto nessuno tipo di aiuto psicologico: “Tornavo a casa e ci picchiava. Credo che lei non stesse bene. Non c’è mai stato nessun aiuto psicologico e nessuna diagnosi”. La violenza subita era talmente forte che Ema ha più volte pensato di stare per morire, come ha poi raccontato nel suo stesso libro, scritto anche per esorcizzare tutto il dolore subito: “Mi metteva la testa sotto l’acqua, nel water, mi incitava a suicidarmi. Mi è capitato che mi portasse su un ponte dicendomi di buttarmi da sola altrimenti lo avrebbe fatto lei”.
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