Rolling Stone – Una goletta per il paradiso: 20 grandi canzoni di David Crosby
Un’introduzione al repertorio di David Crosby, da solo, coi Byrds, con Nash, con CSNY: avventure in barca, dialoghi con Dio, fiabe, crisi esistenziali, sesso, morte. Che meraviglia
«Devo tirare fuori il meglio da ogni minuto che mi resta», diceva David Crosby a Rolling Stone nel 2018, «tu non lo faresti?». Era arrivato alla sua terza o quarta vita. Americano dalla voce d’oro, i capelli lunghi, beato e irascibile, è stato fra gli inventori del folk-rock coi Byrds a metà anni ’60 e qualche anno dopo ha ridefinito il concetto di supergruppo con Crosby, Stills & Nash. È rimasto fedele a se stesso sfornando per decenni armonie meravigliose e idee scandalose. Nei suoi ultimi anni di vita, Croz sembrava rinvigorito, tant’è che ha pubblicato alcuni dei suoi dischi migliori di sempre, ponendosi in modo sempre modesto nelle interviste, come quella del 2018. La sua morte a 81 anni lascia un vuoto incolmabile nella musica. Ecco le sue canzoni più grandi.
David Crosby non ha scritto, né cantato la parte principale della cover dei Byrds del classico folk d’ispirazione biblica di Pete Seeger. Ha però curato gli indimenticabili arrangiamenti delle voci, come del resto faceva all’interno della band. È impossibile immaginare la canzone senza le parti alte di Crosby che nel ritornello volano sulla voce principale di McGuinn, un suono che ha ispirato le armonie di innumerevoli altri gruppi folk e rock, nei decenni a seguire
