Pablo Neruda è stato avvelenato?
Pablo Neruda, il poeta cileno dell’amore, è morto 12 giorni dopo il colpo di stato che ha portato il generale Augusto Pinochet al potere in Cile. La famiglia non ha mai pensato che fosse una coincidenza e ora le analisi effettuate da un pool internazionale di esperti sui resti del poeta hanno confermato la presenza di una tossina che ne avrebbe causato la morte il 23 settembre 1973. Si tratterebbe dunque di omicidio.
La famiglia del premio Nobel per la letteratura ha anticipato i risultati delle analisi che dovrebbero essere diffusi ufficialmente il 15 febbraio. Il nipote di Neruda, Rodolfo Reyes, ha spiegato: «Adesso sappiamo che il clostridium botulinum non avrebbe dovuto essere presente nelle ossa di Neruda e che è stato assassinato nel 1973 da agenti dello Stato cileno». Il batterio era stato individuato nel 2017 da un gruppo di esperti dopo che la salma era stata riesumata nel 2013, secondo quanto riporta lo spagnolo El Pais. Erano stati loro a ipotizzare l’avvelenamento. La versione ufficiale della morte di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, questo il vero nome di Neruda, parlava di un cancro alla prostata.
Le certezze sono delle famiglia, ma, pare, non di tutti gli esperti che hanno rinviato la presentazione dei dato per dubbi sul fatto che il batterio trovato nell’organismo del poeta fosse o meno tossico. Due laboratori, uno in Canada e l’altro in Danimarca, hanno fatto effettuato i test negli ultimi anni. Fino al 2005 i fascicoli erano stati secretati con quelli su centinaia di altri casi di violazione dei diritti umani sotto la dittatura di Augusto Pinochet.
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