
AGI – Dalle 15 la premier Giorgia Meloni risponde al question time in Aula a Montecitorio. Il presidente del Consiglio dei ministri risponde a interrogazioni sulla vicenda della segnalazione alle autorità italiane di un’imbarcazione carica di migranti al largo delle coste libiche nella notte tra il 10 e l’11 marzo 2023; sulla strategia del governo per il raggiungimento degli obiettivi climatici stabiliti dall’Unione europea e sull’utilizzo delle centrali nucleari da fissione; sulla ratifica della riforma del Trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità; sulle iniziative a favore della filiera dell’automotive nell’ambito del processo di transizione ecologica, al fine di garantire la produzione nazionale e la tutela dei livelli occupazionali; sulle iniziative volte a prevedere un contributo di solidarietà a carico del settore bancario, in relazione all’aumento dei tassi di interesse e ai relativi effetti su famiglie e imprese; sulle iniziative, anche a livello europeo, volte a contrastare l’attività criminale dedita al traffico di migranti e ad avviare un processo di immigrazione regolare ed ordinata; sulle iniziative volte a destinare maggiori risorse finanziarie a favore degli enti locali, con particolare riferimento ai Comuni capoluogo di provincia, al fine di assicurare la realizzazione delle opere previste dal Pnrr; sulla posizione del governo sul salario minimo legale e su ulteriori misure atte a incrementare le garanzie per i lavoratori; sugli intendimenti del governo in materia fiscale, al fine di una riduzione strutturale della tassazione a carico di imprese e contribuenti.
Meloni: “Con il Superbonus proliferazione di un mercato opaco di crediti”
“La norma che nasceva da un presupposto condivisibile ha prodotto conseguenze sulle quali il governo lavora da mesi”. Così la premier Giorgia Meloni parlando del superbonus durante il question time. “La norma ha consensito la proliferazione di un mercato opaco di circolazione dei crediti fiscali a tutto vantaggio delle imprese ma dei vari intermediari finanziari intervenuti a raccogliere questi crediti”, ha detto la premier, “occorre intervenire sul riassorbimento sui crediti fiscali” ma “stando attenti che ci possa essere un’occasione” di lucro per rendite di posizione”. “Siamo pronti a correggere gli squilibri”, ha detto ancora la presidente del Consiglio.
Meloni: “Fin quando ci sarò io l’Italia non accederà al Mes”
“In riferimento alla ratifica del Mes vorrei ricordare che nonostante l’accordo risalga al gennaio 2021 la riforma del trattato non è stata portata a ratifica. E questo è un segnale di quanto questa materia richieda un approfondimento”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel question time. “Nello scorso novembre il Parlamento ha dato un mandato a non ratificare la riforma e a non aprire il dibattito in assenza di un quadro chiaro in materia di governance, di patto stabilità e in materia bancaria”, osserva il presidente del Consiglio. “Si impone una riflessione: finché a guidare un governo ci sarà la sottoscritta” l’Italia “non potra’ mai accedere al Mes e penso neanche gli altri” governi, afferma la premier.
“Ha senso continuare a ragionare di uno strumento che così configurato non verrà utilizzato benché ci siano diversi miliardi depositati? Non è sensato interrogarsi sull’efficacia su questo strumento?”, dice il capo dell’esecutivo. Meloni cita una espressione del presidente di Confindustria Bonomi. “La proposta di Confindustria viene presa da questo governo. Le risorse devono essere utili agli Stati”, dice la premier sottoscrivendo l’idea di fondi per la politica industriale dei Paesi membri della Ue.
Meloni: “Sul nucleare non ci muoveremo senza passare Parlamento”
“Sul tema del nucleare “non intendiamo muoverci senza passare dal Parlamento”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel question time della Camera.
Meloni: “Approccio pragmatico sul clima. Non siamo negazionisti”
“Non siamo pericolosi negazionisti climatici. Riteniamo che nel rispetto degli impegni” presi sul clima “bisogna mantenere un approccio pragmatico e non ideologico”. Così la premier Giorgia Meloni al question time alla Camera. “Stiamo attivando una cabina di regia”, premette, “il governo considera il gas naturale” come “il vettore necessario a mantenere l’autonomia” del nostro Paese e come perno del “progetto strategico di diventare l’hub enertegico sul Mediterraneo”, ha aggiunto. “Dobbiamo essere pionieri sulle tecnologie innovative”, ha osservato Meloni.
Meloni: “Da Parlamento Ue scelta irragionevole su case green”
“Obiettivi non raggiungibili per l’Italia”. Così Giorgia Meloni sulla direttiva Ue sulle case green, “il Parlamento europeo ha ritenuto di inasprire il testo iniziale. È una scelta irragionevole, continueremo a batterci per i cittadini e gli interessi della Nazione”, osserva il presidente del Consiglio nel question time alla Camera.
Il testo della direttiva Ue prevede “a nostro avviso obiettivi temporali che non sono raggiungibili per l’Italia, il cui patrimonio immobiliare è inserito in un contesto molto diverso da quello di altri Stati membri, per ragioni storiche e di conformazione geografica, oltre che una radicata visione della casa come bene rifugio. L’azione negoziale italiana in sede di Consiglio europeo – ha osservato la premier – aveva consentito di rivedere le tempistiche di adeguamento delle prestazioni energetiche degli edifici in modo da renderlo più graduale e meno stringente e in modo da garantire la possibilità di esenzione per alcune categorie. Con il voto di ieri il Parlamento europeo – ha aggiunto – ha ritenuto di inasprire ulteriormente il testo iniziale. Questa scelta che consideriamo irragionevole e mossa da un approccio ideologico impone al governo di continuare a battersi per difendere gli interessi dei cittadini e della nazione”, ha concluso.
Meloni: “Il naufragio è avvenuto nell’area Sar libica”
“Il tragico evento del naufragio di una barca affondata che ha portato alla morte di 30 dei 47 migranti a bordo, si è svolto area Sar di responsabilità della Libia ed è stato inizialmente coordinato dalle autorità libiche. L’Italia ha poi assunto il coordinamento una volta ricevuta la comunicazione dell’impossibilità da parte delle autorità libiche di impiegare mezzi e su esplicita richiesta delle stesse”. Queste le prime parole presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante il question time alla Camera, rispondendo ad una interrogazione di +Europa sulla tragedia dell’immigrazione in Libia. La premier ha rilanciato la ricostruzione dei vertici della Guardia costiera.
Meloni: “Per fini politici si calunnia l’Italia”
“Per fini politici si finisce per mettere in discussione chi salva le vite e per calunniare l’Italia intera”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, al question time, parlando delle tragedie dell’immigrazione. “Dobbiamo prevenire i trafficanti e investire sulle rotte legali, la nostra coscienza è a posto. Spero che chi attacca il governo e non dice nulla sugli scafisti possa dire lo stesso”, dice il presidente del Consiglio.
Nel caso del naufragio del barcone di migranti davanti alla Libia “tutte le norme sono state applicate”, ha detto Meloni. “Poiché – ha spiegato – mi è chiara la ragione per la quale il governo è chiamato in causa, io vorrei rispondere con le parole di Gianluca D’Agostino, capo della centrale operativa della Guardia costiera confidando nel fatto che tutti abbiano rispetto per il lavoro di questi servitori dello Stato. D’Agostino dice: ‘dal punto di vista tecnico si può entrare in acque Sar libiche ma è l’autorità competente che deve operare, in questo caso la Libia. Quando abbiamo capito che non sarebbe intervenuta abbiamo assunto il coordiamento anche se sarebbe toccato a Malta. Le nostre unità Sar non potevano partire perché non avevano autonomia sufficiente per andare e tornare in sicurezza e le altre sarebbero sopraggiunte in 20 ore ma erano impegnate in altri soccorsi. L’unità militare più vicina era a 255 miglia e impegnata in attività operativa per questo è stato chiesto aiuto alle navi mercantili, che sono state utilizzate in centinaia di casi salvando oltre 100 mila persone'”. Ed ancora: “‘D’Agostino dice che ‘tutte le norme sono state applicate, quelle che c’erano oggi c’erano anche ieri anche perché nessuno mi può costringere a non salvare vite in mare neanche un ministro perché la responsabilità giuridica sarebbe mia’”.
