Non è stata una processione del Venerdì Santo come tutte le altre. E chi vi ha partecipato non la dimenticherà. Perché i fedeli in corteo per portare il Cristo morto hanno dovuto distogliersi bruscamente dallo stato d’animo di preghiera e raccoglimento per il sopraggiungere di alcune grida provenienti da un gruppo di ragazzi. E non semplici urla, ma vere e proprie bestemmi. È avvenuto a Pontecorvo, paese in provincia di Frosinone, quando la processione del Cristo morto, seguita dalla statua della Madonna partecipava, come da tradizione, ha fatto tappa all’ex ospedale Pasquale Del Prete oggi trasformato in Casa della Salute. Mentre i sacerdoti impartivano la benedizione alcuni ragazzi hanno urlato platealmente bestemmie e frasi blasfeme dandosi poi subito alla fuga.

Alla processione, però, c’era anche il comandante della locale stazione dei carabinieri, il luogotenente Mauro Scappaticci che ha allertato le pattuglie in servizio e ha ha fatto acquisire le immagini delle telecamere di sicurezza per individuare i giovani. I militari procedono contro ignoti per il reato di blasfemia, previsto dall’articolo 724 del Codice Penale che punisce “chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità” punendolo con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 a 309 euro. Allo stato l’attenzione di chi indaga si è concentrata su una persona sospettata di far parte del gruppo. Esaminando i filmati, i militari hanno individuato una delle persone che potrebbe avere fatto parte del gruppo ma molto difficilmente sarà possibile associarlo ai fatti oggetto d’indagine: era nella zona dell’ex ospedale al momento dei fatti, si è allontanato subito dopo ma non c’è un video che lo riprenda mentre commette il reato e le telecamere, oltre alle immagini, non registrano anche l’audio.

L’episodio è stato stigmatizzato dal sindaco Anselmo Rotondo: “Condanno fermamente chiunque sia stato a disturbare la processione, a prescindere se lo abbia fatto per odio verso la religione o, come invece penso, per manifestazione della sua più totale ed assoluta ignoranza. Pontecorvo è una città che per anni ha avuto la sede vescovile e tantissimo ha dato alla Chiesa. Non volgiamo essere minimamente associati a questo gesto così incivile”. Pontecorvo ha dato i natali a due cardinali: Gaetano Aloisi Masella che a metà dell’Ottocento ebbe vari incarichi diplomatici a Napoli, in Baviera, in Francia e fu consultore per gli affari diplomatici in Curia presso la Segreteria di Stato. E Benedetto Aloisi Masella, nipote di Gaetano, che a metà del Novecento fu nunzio apostolico in Cile, Mauritania, Brasile e poi fu Camerlengo. La storia della cittadina parla da sola e nessun commento alla spiacevole vicenda è arrivata dalla diocesi di Cassino-Sora.
   

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