Troppo neri, il libro di Saverio Tommasi
Troppo neri, il libro in cui vengono raccontate le storie dei ragazzi sbarcati in Italia e le loro difficolta. Ecco quanto riportato da “Vanity Fair“
Ahmed è approdato su un barcone a Brindisi, insieme a un gruppo di minori non accompagnati. Studia italiano mentre apprende le prime nozioni di geopolitica, tra cui la differenza tra dittatura e democrazia che ha ben impressa sulla sua pelle. Il giovane sudanese è uno dei protagonisti del libro Troppo neri pubblicato da Saverio Tommasi per Feltrinelli.
«Ho sentito l’urgenza di raccogliere queste storie incontrate lungo i miei reportage alla frontiera, in luoghi di sofferenza o accoglienza, per mostrare l’umanità spesso dimenticata» afferma il giornalista fiorentino soffermandosi sull’importanza di favorire la conoscenza che aiuta a valicare ogni confine.
Anziché uniformarsi al coro che auspica l’integrazione dei migranti, preferisce tratteggiare percorsi di interazione, come quello offerto a Ahmed, che ci tiene a ribadire «non sta semplicemente imparando a vivere da ospite nel Paese che l’ha accolto, bensì si sta impegnando a diventarne cittadino, dotato degli strumenti per decidere del proprio futuro».
Non dovrebbe essere una conquista, ma un riconoscimento di diritti umani che, purtroppo, in Italia non è così semplice e scontato. Lo attesta la storia di Malik, nato in Italia da genitori congolesi, trasferitisi qui 21 anni fa. Non ha la cittadinanza italiana, pertanto per lui è una chimera anche soltanto andare in gita scolastica all’estero con i compagni.
«Non è mai stato in Congo, parla italiano, frequenta la scuola in Italia, ma non si sente libero né parte integrante della comunità in cui vive» spiega Tommasi, rammaricato della legge italiana che ha trasformato un diritto in un privilegio raggiungibile solo mediante un tortuoso iter burocratico.”
