Rakitic: se sono stato punito per non aver accettato di rientrare in operazioni di scambio? Può essere di sì, può essere di no
Rakitic, accostato nuovamente alla Juventus e segnalato pure nella lista degli obiettivi del Milan -anche se la priorità resta il Barcellona– racconta:
“Se sono stato punito per non aver accettato di rientrare in operazioni di scambio? Può essere di sì, può essere di no, ma io ho sempre voluto andare avanti a testa alta. Se avessero voluto mandarmi in un’altra squadra, avrei preferito che me lo dicessero in faccia.
Siviglia? Ho un affetto speciale per quella squadra e per la città, la mia famiglia è lì. Ho sempre detto che sarebbe un sogno tornare a vestire quella maglia, però non è una decisione solo mia, ci sono molte altre cose. Monchi e tutti quanti al Siviglia hanno il mio numero, ma nessuno mi ha chiamato. Neanche al mio compleanno (ride, ndr). Sento che posso stare ai massimi livelli anche per i prossimi tre o quattro anni”.
Rakitic pensa magari ad un trasferimento in Italia o in Inghilterra: “Capisco che la prossima estate ci possano essere molti scambi, ma io non sono un sacco di patate con il quale fare quello che ti pare. Con me si può parlare, però la cosa più importante: voglio stare in un club in cui mi vogliono, mi rispettano e hanno bisogno di me e dove sia io che la mia famiglia ci sentiamo bene. Se è qui, sono felicissimo, altrimenti, sarà dove decido io, non in qualunque posto deciso da qualcun altro. Questo lo sanno tutti, è chiaro, ed è la cosa più importante”. Conclude Rakitic.

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