
“O sto insieme alla maggioranza o me ne vado? Oppure, dico io, il governo smette di fare Dpcm e comincia a dare soldi”. Dopo il duro intervento in Senato contro Giuseppe Conte, nel quale era arrivato a minacciare la sfiducia, Matteo Renzi parla a Zapping su radio Uno Rai e invita: “Le cose contestate anziché criticate per partito preso siano prese per quello che sono”.
Detto questo, il leader Iv lancia un segnale distensivo a Palazzo Chigi: “Mi sembra di vedere segnali incoraggianti. Il presidente del Consiglio si è reso conto che le cose non vanno sulla liquidità”, esemplifica.
“Una fase 2 a più velocità”
Renzi avverte che “c’è una divisione sempre più forte tra chi è garantito e chi no, e non c’è solo l’elemento psicologico. Dopo due mesi di domiciliari – dice ancora – mancano le certezze”.
Una Fase2 a più velocità? “Assolutamente si'”, dice il senatore di Rignano, “abbiamo dei territori che non vedono contagiati da giorni. Abbiamo una situazione che, in generale, sta migliorando”.
“Non sottovaluto quello che è accaduto, mi colpisce. Dicono che sottovaluto ma per carità, morire da soli, senza avere un familiare accanto… È una cosa che spacca il cuore. Ma penso – ribadisce – che ciò che sta accadendo, e questo è il compito della politica, avrà conseguenze nei prossimi sei mesi”.
Dunque, segnala il leader Iv “il populismo vive di sondaggi, di attenzione a ciò che accade adesso, mentre la politica dovrebbe prevedere qualche mese prima”.
“Non c’è più il rischio di collasso delle terapie intensive”
“L’Italia adesso ha quasi diecimila posti letto in terapia intensiva disponibili. La buona notizia è che ogni giorno sta diminuendo il numero delle persone costrette alla terapia intensiva: oggi siamo a 1.578, un centinaio meno di ieri. Questo cosa significa? Che il rischio del collasso delle terapie intensive, molto fondato qualche settimana fa, adesso non c’è. E questo è molto importante per chi come noi chiede di ripartire”, rileva poi Renzi su Facebook, “con prudenza, in sicurezza, sapendo che dovremo convivere con il virus ancora a lungo. Ma dobbiamo ripartire. Altrimenti il collasso sarà quello dei posti di lavoro”.
