
Nell’Aula del Senato è iniziata la discussione delle mozioni di sfiducia presentate – dal centrodestra e da +Europa e altri – nei confronti del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
La mozione della leader di +Europa, per essere approvata, non ha bisogno della maggioranza assoluta, pari a 161 voti: è sufficiente un solo voto in più. L’ago della bilancia rimangono i renziani ma è anche sui voti di singoli senatori non riconducibili alla maggioranza, i cosiddetti ‘peones’, che potrebbe giocarsi l’intera partita al Senato.
Matteo Renzi, considerato l’ago della bilancia, è arrivato leggermente in ritardo alla riunione di gruppo convocata prima dell’inizio dei lavori dell’Aula del Senato e ha messo in chiaro subito una cosa: Italia viva non cerca posti di governo, non vuole poltrone. “Ci addossano – questo il ragionamento del leader di Iv, secondo alcune fonti – la responsabilità di voler far cadere il governo ma vogliamo soltanto che le cose vadano bene per il Paese”.
Renzi – sempre secondo quanto riferiscono le stesse fonti – avrebbe spiegato che in questo momento votare una mozione di sfiducia è difficile, toppo complicato in quanto il Paese attraversa un momento complicato. Ma Iv – la tesi del leader di Iv – non arretrerà sulle battaglie sulla giustizia. In ogni caso Renzi avrebbe lasciato libertà di manovra ai suoi.
- 10:26
Amendola, non ci sono gli elementi di merito per la sfiducia
“Una mozione di sfiducia va letta nel merito, credo che sia giusto respingerla proprio perché non ci sono gli elementi di merito. Accanto a questo ovviamente c’è una discussione sul lavoro importante che il ministro Bonafede dovrà fare nei prossimi mesi, sulla riforma di differenti ambiti del mondo della giustizia e credo che la coalizione, pur nelle differenze che ci sono su questi temi, possa lavorare insieme in maniera coesa”. Lo ha detto a “Start”, su Sky TG24, il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola.
- 10:16
Bonino: quale politica per la giustizia serve al Paese?
“A chi mi dirà che non si può sfiduciare il ministro per non far cadere il governo ricordo che qui oggi si discute di quale politica per la giustizia serva all’Italia. E sono convinta che se la continuità del governo dovesse significare la continuità della politica della giustizia che il ministro Bonafede ha praticato, invito tutti a considerare che l’Italia non ne avrebbe nessun giovamento, neanche nei dati della ripresa che vogliamo affrontare”. Lo ha detto in Senato Emma Bonino, illustrando la mozione di sfiducia che porta la sua firma. “La risposta non può essere che non si può far cadere il governo”, ha aggiunto.
- 10:07
Pepe (Lega), Bonafede è il ministro delle scarcerazioni allegre
Il Guardasigilli deve dimettersi perché è “il ministro delle scarcerazioni allegre”. Lo dice nell’Aula del Senato Pasquale Pepe, della Lega illustrando la mozione di sfiducia nei riguardi di Alfonso Bonafede. “Lei non ha saputo far fronte a rivolte spaventose, ha scritto la pagina più buia della realtà carceraria italiana” e “non ha preso nessuna strategia per proteggere gli agenti della polizia penitenziaria”.
- 10:06
Orfini, non c’è alternativa a respingere la sfiducia
“Non c’è alternativa a respingere la sfiducia a Bonafede. Ma non è obbligatorio farlo fingendo di condividerne le idee. Le politiche per la giustizia di questo governo sono pessime e devono cambiare radicalmente. E spetta al Pd chiederlo. Anzi esigerlo”. Lo scrive su twitter Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico.
- 10:05
Meloni, è debole con la criminalità non può fare il ministro
“Una persona così debole nei confronti della criminalità organizzata non può rimanere a fare il ministro. Nei palazzi si dice che Italia Viva abbia fatto uno scambio sul voto per Bonafede in cambio della sanatoria per gli immigrati”. Lo ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni ad Agorà su Rai 3. “Voteremo la mozione Bonino” di sfiducia “alla seconda ‘chiama’. Vediamo prima se l’ha votata Renzi. Sulla mozione della Bonino, ci sono degli elementi che non condivido, né utilizzerò i voti di FdI per far alzare la posta a Renzi. Noi votiamo alla seconda chiama, vediamo prima se la vota Renzi”.
- 09:58
Bellanova, il voto di Italia viva dipende dai segnali di Bonafede
“Ascolteremo il ministro della giustizia. Il ministro sa bene, che ci sono temi sensibili sul giustizialismo, noi continuiamo a pensarla in modo diverso come sulla prescrizione. Allora aspettiamo che il ministro dia segnali importanti in questa direzione. Sulla base di questo si esprimerà il nostro voto in Senato” ha detto il ministro delle Politiche agricole,Teresa Bellanova, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital.
“Non si tratta di promesse ma di farsi carico della composizione di una maggioranza. Noi non siamo persone che cambiamo posizione al bisogno. Bisogna riconoscere delle differenze e fare delle mediazione altrimenti non si capisce come si tiene insieme una maggioranza”. Secondo Bellanova “bisogna dare un segnale di una coalizione che vuole lavorare riconoscendosi reciprocamente”. Si parla di rimpasto, di nuove postazioni di governo per gli esponenti di Italia Viva: “Questo è un modo per immiserire il confronto”, risponde Bellanova, “Italia Viva non ha chiesto postazioni di sottogoverno, ma ha posto un problema”.
