Putin dichiara lo stato di emergenza. Il diesel è fuoriuscito da un impianto di una società mineraria, che non ha dato l’allarme e non è intervenuta per fermare il disastro
Come riporta il sito “Canale dieci“: disastro ambientale in Siberia: a causa dello scioglimento del permafrost, una cisterna di gasolio della società di estrazione mineraria Norilsk Nickel si è incrinata. Come conseguenza 20.000 tonnellate di diesel si sono riversate nei due fiumi della zona di Norilsk. Il combustibile ha colorato di rosso le acque dei due affluenti, e si sta riversando nel Mar Glaciale Artico. Sono centinaia di migliaia gli uccelli e gli animali della zona condannati a morte certa.
Il più grave disastro ambientale nell’Artico
Per Greenpeace Russia si tratta del “primo incidente di tale portata nell’Artico”, paragonabile al disastro di Exxon Valdez al largo delle coste dell’Alaska nel 1989. E il secondo per gravità e portata dello sversamento in Russia. Già nel ‘94 nella repubblica di Komi ci fu una fuoriuscita di greggio durata mesi con 94 mila tonnellate riversate nel fiume Pechora e nel mare di Barents. Se non si interverrà rapidamente i danni ambientali per la regione saranno incalcolabili. Secondo diversi esperti interpellati dai media russi, il carburante si starebbe dissolvendo nell’acqua. Molto sarebbe affondato e avrebbe raggiunto il lago a valle, tanto che per ripristinare il sistema idrico inquinato potrebbero volerci decenni e costi esorbitanti. Il servizio di soccorso marittimo russo è riuscito a intervenire nella zona – che è impervia, ventosa e paludosa, priva di collegamenti – solo da giovedì scorso e ha installato barriere di contenimento nel fiume nel tentativo di fermare il gasolio e ha utilizzato solventi, mentre appositi macchinari di filtraggio lo separano dall’acqua. Scartata dal capo della sorveglianza ambientale russa Svetlana Radionova l’idea di dare fuoco al combustibile. Sarà invece consultata la comunità scientifica per concordare il miglior modo di agire.
Uno dei posti più inquinati del mondo
Fondata nel 1935 come campo di lavoro in un angolo remoto della Siberia, su un vasto deposito metallifero, Norilsk è il primo centro mondiale per la produzione di nickel e platino nonché uno dei luoghi più inquinati al mondo. Nel 2016 divennero virali sul web alcune foto in cui le acque del vicino fiume Daldykan apparivano di un inquietante colore rosso, probabile conseguenza di perdite dalle vetuste condutture di scarico, ricche di ossido di ferro, degli impianti Nadezhda Metallurgical, attivi dal 1979. E come poi si scoprì, non era certo la prima volta.
