Vincenzo Tedesco è stato protagonista di una vera e propria discriminazione sessuale
Vincenzo Tedesco, famoso blogger e tiktoker, è stato vittima di una vera vera e propria discriminazione sessuale sul posto di lavoro. Il giovane ha raccontato tutti sui social con una serie di post senza farne un dramma, anzi, ha affrontato la cosa con ironia.
Vincenzo lavora per una nota catena di profumi e il fatto è accaduto proprio sul posto di lavoro. Quando si è presentata una signora, lui le chiede come può essere d’aiuto ma la signora lo evita in tutti i modi.
Vi volevo far fare una risata, perché io mi sono fatto un grande risata. Vi racconto questa cosa che mi è accaduta. L’altro giorno vado a lavoro, entra questa signora e io l’accolgo, le chiedo come posso esserle d’aiuto, ma lei mi ignora. Mi guarda con una faccia un po’ schifata e si allontana da me. Io mi avvicino di nuovo, le faccio vedere le novità, ma lei si allontana senza nemmeno rispondermi o rivolgermi la parola. Allora mi faccio da parte e mi dico che magari volesse fare tutto da sola. A un certo punto questa signora va vicino alla mia collega e le chiede aiuto. Allora la mia collega che era impegnata le dice che ci sono io. Lei risponde “no, voglio essere servita da voi”. Al che io avevo iniziato a capire”.
La signora non voleva che lui toccasse i prodotti che avrebbe dovuto acquistare solo perché gay:
La mia collega la aiuta e dice alla signora di andare in cassa per pagare, dove c’ero io. A quel punto la signora chiede alla mia collega di farla pagare lei. Al che la mia collega chiede alla signora quale fosse il problema, e lei risponde: “no, perché lui è un maschio”. La signora intendeva che io ero gay e non voleva essere servita da me. Così la mia collega si gira davanti a lei e mi dice: “Io sono amareggiata per ciò che sta succedendo”. Io le ho detto di non preoccuparsi, mi sono fatto una risata. Mi faceva troppo ridere questa signora che si allontanava da me e che non voleva che le toccassi i prodotti perché sono gay”.
Una storia che, se letta così, fa davvero sorridere. Se pensiamo, però, che nel 2020 succedano ancora cose del genere vuol dire che c’è ancora tanto lavoro da fare in tal senso.
